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The Price

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2022-04-15

Qualcosa di nuovo nella scena rock italiana alternativa, III parte intervista a Marco Barusso

Come vedi questa situazione nel futuro?
Sai, vedo che al giorno d'oggi fare da sé è molto più semplice di una volta, chiunque può distribuire i suoi brani in digitale usando aggregatori come Tunecore o Distrokid. So anche che la Warner, ad esempio, sta per lanciare una propria piattaforma simile, proprio per fornire quel servizio e tenere sott'occhio eventuali nuovi artisti da mettere sotto contratto nel caso vedano un serio riscontro. Al momento siamo nella terra di mezzo, il supporto fisico sta morendo ma la distribuzione digitale non produce ancora gli introiti desiderati. Ci vorrà un po' di tempo ma credo si stiano aprendo delle buone prospettive per chi ha qualcosa da dire e vuole farlo al di fuori dalle logiche di mercato.

Siamo ansiosi di ascoltare i prossimi brani di The Price, ma non vogliamo anticipazioni per non rovinarci il piacere dell’attesa che ci stai regalando. Quindi, quali sono i tuoi progetti futuri?
Attualmente sono in tour come chitarrista con Roby Facchinetti e Riccardo Fogli. Nel tempo che mi rimane porto avanti il lavoro all'album di THE PRICE che è quasi finito e continuo a lavorare anche alle mie altre produzioni, tra le quali una band di ragazzi molto giovani che vi consiglio di tenere d'occhio: i Cantiere 164 di Savona.

Ti occuperai sempre del mix finale dei tuoi brani?
Assolutamente si. Anche se delego il mastering al mio amico Marco D'Agostino, ritengo comunque che per finalizzare un album sia necessario il controllo finale fatto da un orecchio più fresco.

Con The Price, la parte di streaming audio e video è tanto importante quanto il live. Come si completano a vicenda?
Per ora dal vivo non mi sono ancora attrezzato a riguardo, ma mi piacerebbe unire lo show anche a delle proiezioni adattate brano per brano. Ci sto lavorando e spero sia già tutto pronto per il release party dell'album.

Una domanda che ci solletica la curiosità: quali sono artisti più particolari con i quali hai lavorato?
Ehh... qua si aprirebbe una parentesi interessante.. In più di vent'anni di carriera di gente particolare ne ho conosciuta molta, diciamo che non sempre fama e particolarità vanno di pari passo. Ho lavorato con artisti famosissimi che si sono dimostrati tranquilli e affabili professionisti, mentre altri erano perfetti sconosciuti che sembravano usciti da un ospedale psichiatrico. Pensa che un tipo mi ha fatto passare un mese intero, dopo aver registrato il disco, a spostare le sillabe delle parole una per una avanti e indietro perché fossero esattamente come le voleva lui, ovviamente lavorando in uno studio (non mio) che gli costava poco meno di 600€ al giorno...

la prima pagina dell’intervista si trova nella nostra pagina di rock alternativo italiano.
Tag: rock alternativo italiano, band emergenti, guppi musicali italiani, contest musicali, gruppi rock, nu metal, nuove onderock
Puoi essere anche tu un Guest Writer di Staimusic. Semplicemente scrivi la tua visione su questo post o su un aspetto particolare della musica a info@staimusic.com
2022-04-14

Qualcosa di nuovo nella scena rock italiana alternativa, II parte intervista a Marco Barusso

Cosa ti ha lasciato la tua esperienza con gli Heavy Metal Kids?
Beh, fare parte per anni di una band che ha contribuito, anche se marginalmente, a scrivere la storia del rock e del punk, è di per se gratificante. Del periodo con loro mi rimane il ricordo di tanti Km in furgone in giro per l'Inghilterra e la Scozia e tanti concerti. Mi rimane un album come Hit the right button che ho prodotto e di cui sono molto orgoglioso. Mi rimane l'esperienza di aver collaborato con Ronnie Thomas e Danny Peyronel, due bravissimi autori da cui ho imparato molto e con Keith Boyce, un batterista davvero bravo per quel genere. Mi rimane purtroppo anche un disco intero registrato e mai finito che potrei finire con un paio di settimane di lavoro e che farei uscire, se gli ex membri della band si mettessero d'accordo per questo.

Come è nata la collaborazione con Enrico Ruggeri? Come è stato?
Ho conosciuto Enrico anni fa, nel 2014, cercava qualcuno che potesse dare una nuova veste al suo brano In un paese normale e lo rendesse più rock e contemporaneamente più radiofonico. Qualche tempo dopo mi ha proposto di lavorare insieme ad alcuni brani del suo nuovo album che sono poi stati Il primo amore non si scorda mai, classificatosi al quarto posto al festival di Sanremo 2016, il singolo successivo Il volo su Vienna, più i brani Non c'è pace e La nostalgia del futuro contenuti nell'album Un viaggio incredibile, di fatto il suo ultimo disco solista prima del ritorno coi Decibel.Proprio mentre lavoravamo al brano di Sanremo mi ha confessato di essere sempre stato un rokkettaro convinto ma che tutti gli avevano sempre detto che non aveva la voce adatta per cantare rock, perché negli anni 80 andavano di moda le voci acute e strillate, molto distanti dal suo timbro profondo. A quel punto gli ho fatto sentire un po' di band che pur facendo metal avevano dei cantati molto compatibili con lui, band come i Katatonia, gli HIM, i Type O Negative, etc... Poi, quando ho saputo che Giordano Adornato non avrebbe cantato On the edge of madness ho pensato di proporlo a Enrico e ha accettato subito, proponendomi anche di partecipare attivamente al video.

The Price è un concept album. Francamente ci voleva un progetto così nel panorama musicale italiano. La collaborazione con un cantante storico come Ruggeri ci sembra il sintomo di un desiderio di sperimentazione che forse manca da anni nella nostra penisola. Cosa ne pensi della situazione musicale italiana?
Penso che la situazione italiana rispecchi la situazione mondiale derivante dal fatto che ormai le vendite dei dischi creano cifre ridicole e quindi le case discografiche non hanno più nessuno spazio di manovra per proporre progetti che non assicurino un rientro economico immediato. Questo va a condizionare pesantemente il lavoro di tutto l'indotto, quindi chi vuole fare un progetto che vada un po' al di fuori dai canoni soliti deve rassegnarsi a fare da sé, però se non ci si organizza bene, in un attimo si può buttare via il lavoro di anni. Io ho proposto il progetto a tutte le major, lavorando da anni nell'ambiente per me questo non è un problema, però tutti, seppur complimentandosi per la qualità dei brani e dei filmati, hanno tristemente ammesso che non avrebbero avuto modo di sostenere un prodotto simile, perlomeno non nella misura necessaria. Ho pensato anche di rivolgermi a qualche etichetta indipendente, però anche da quel fronte sono arrivati i soliti discorsi: Troppo morbido e mainstream per essere definito metal, Troppo duro per essere proposto alle radio, Ok te lo pubblichiamo noi ma ti compri tu da noi 500 copie a 6€ l'una (eh grazie, son bravo pure io a fare il discografico così). Una delle risposte più divertenti è stata quella datami dall' A&R di una nota casa indipendente italiana: Sfortunatamente ci sembra che la direzione che hai seguito nel disco sia lievemente datata (anche secondo la valutazione del team USA)., questo detto da un'etichetta che pubblica praticamente solo band AOR composte mediamente da sessantenni, vabbè. Quindi a quel punto ho deciso di fare tutto da me tramite la mia modesta etichetta che fa capo al mio studio BRX, investendo il mio denaro, pagando un ottimo ufficio stampa e occupandomi personalmente della distribuzione digitale dei singoli. Attualmente sto stringendo accordi per la distribuzione del supporto fisico dell'album che uscirà a ottobre.
Tag: rock alternativo italiano, band emergenti, guppi musicali italiani, contest musicali, gruppi rock, nu metal, nuove onderock
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Le migliori canzoni di The Price - la classifica dei top 2 brani dell'artista

1. - On the Edge of Madness
2. - Tears Roll Down