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Artista: Patti Smith Album: Twelve


Anno: 2007
Tempo: 0:0-1

Una critica dell'album Twelve di Patti Smith


Patti Smith è una delle figure più importanti del punk rock e del rock in generale. Questa artista americana ha sempre fatto della sua musica un racconto di vita, impegnandosi in modo deciso su tematiche sociali e politiche e diventando un esempio per molti artisti che sono venuti dopo di lei. Nel 2007, Patti Smith ha pubblicato l'album Twelve, un lavoro che raccoglie una serie di cover di altrettanti artisti che l'hanno ispirata nel corso della sua carriera. In questo articolo, faremo una critica di Twelve, analizzando le migliore canzoni e contestualizzando l'album all'interno della discografia di Patti Smith.

Intorno alla pubblicazione dell'album Twelve, Patti Smith era tornata alla ribalta. Nel 2004 aveva infatti pubblicato Trampin, un album che evidenziava l'acuta lucidità artistica della cantante, e che rappresentava un'autobiografia in musica. Con Twelve, l'artista ha voluto fare un omaggio ai suoi mentori, scegliendo di reinterpretare alcune delle loro canzoni più famose. L'album si compone di dodici tracce, ciascuna dedicata a un artista differente, tra cui Jimi Hendrix, Neil Young, Bob Dylan e i Rolling Stones.

Tra le canzoni dell'album Twelve, spiccano alcune cover di successo. Una tra queste è senza dubbio Because The Night, una canzone scritta da Bruce Springsteen che Patti Smith ha fatto propria con arrangiamenti e voci differenti rispetto all'originale. Molto interessante è anche la lettura di One, la canzone degli U2, che nella versione di Patti Smith assume un aspetto blues molto particolare.

Tuttavia, Twelve non è stato un album che ha avuto il successo che ci si sarebbe aspettati da un'artista come Patti Smith. In molti hanno infatti criticato la scelta di Patti Smith di fare solo delle covers, invece di pubblicare un album fatto di canzoni sue. Inoltre, è stato detto che pur evidenziando buone intenzioni e ispirazioni, Twelve non era un lavoro all'altezza delle aspettative.

Poco spazio è stato dato alla creatività e alla forza espressiva dell'artista che abitualmente si esibisce in modo deciso, impegnato e sincero. Twelve, quindi, è stato visto da alcuni critici come un modo per tenere vivo il ricordo dei suoi mentori, ma non una palestra per la sua creatività artistica. In questo senso, Twelve rappresenta un lavoro minore nella discografia di Patti Smith, più che un album importante e innovativo.

Il nostro giudizio su Twelve è un po' contrastante: da una parte la scelta di riproporre delle grandi canzoni del passato, ma dall'altra una limitazione della creatività dell'artista che non ha espresso la sua personalità come avrebbe potuto fare. Resta comunque un lavoro interessante, che ha il pregio di far conoscere ad un pubblico più ampio la carriera di alcuni degli artisti che hanno ispirato Patti Smith. Per chi vuole approfondire la discografia dell'artista, Twelve non è certo il punto di partenza migliore, ma rappresenta una sfaccettatura musicale interessante nella sua biografia artistica.