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Post metal

Suoni aggressivi e droni metal, la sperimentazione musicale dell’Art Metal azzera i canoni dei generi precedenti e crea la base per l’evoluzione. A volte confuso, il Post Metal cerca di racchiudere tutto, in una forma di coro, di massa molteplice da cui partono voci nuove, che ascolti per qualche minuto, e poi scompaiono nel caldo trascorrere dei minuti. Opere lunghe, non terminano mai, senza la soluzione di continuità che la tradizione impone. Cosa descrive meglio il trascorrere del tempo? Fragili istanti ripetibili, o ininterrotto fluire? Oceanic, il primo album Post Metal, risponde con il suo nome a queste domande, una sensazione di vuoto, qualcosa che viene a mancare. Proprio questa sensazione malinconica si manifesta nel genere, nella realtà e nella finzione. Il Post metal incorpora anche linee di post rock, industrial, heavy metal e progressive, risultando, quindi certe volte di difficile definizione.

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2020-08-13

Quella linea sottile tra post-metal e sludge

Nascono entrambi come derivazioni dell’heavy metal e spesso vengono confuse o sovrapposti tra loro: stiamo parlando dello sludge e del post metal. È facile capire perché: condividono la strumentazione, lo stile del cantato ed un certo gusto per ritmi lenti e malinconici. Tuttavia, hanno delle proprie peculiarità e sarà nostra cura raccontarvi quali.


Il post metal nasce nell’America del Nord e poco dopo emigra fino ai paesi nordeuropei. Lo stile mette insieme elementi post rock - specialmente per quanto riguarda le composizioni, di lunga durata e caratterizzate da un’intensità in crescendo – metal e industrial. I brani sono per lo più strumentali: lo strumento che fa da padrone è la chitarra, che detta la melodia; la voce passa in secondo piano, anche se è difficile immaginare come questo sia possibile considerato che il cantante, spesso, urla. Gli altri strumenti tipici da band post metal sono il basso, la batteria e più raramente le tastiere, queste ultime delegate alla funzione di accompagnamento. È una musica dalla forte carica emotiva, spesso rilassante e lenta, sebbene potente all’ascolto. Se la critica riconosce negli Isis, ed in particolare nell’album "Oceanic", i pionieri del post metal, altri grandi interpreti del genere saranno poi i Neurosis e i Rosetta.


In cosa si differenzia lo sludge, altro figlio dell’heavy metal? È davvero difficile creare dei distinguo: post e sludge sono due generi in continua sperimentazione e condividono per tale ragione il rifiuto verso le classificazioni musicali. Ma possiamo provarci. Innanzitutto, lo sludge è una commistione di sonorità differenti: attinge infatti all’hardcore – soprattutto per lo stile vocale - e al doom metal – per i ritmi lenti e pesanti -. A partire dalla traduzione del termine sludge, con il quale si intendono i rifiuti o li scarti – fognari per eccellenza -, si intuisce come questa musica, di difficile accesso e poco commercializzata, crei un’atmosfera disturbante, con riff oppressivi, simile a quella angosciante creata dallo stoner metal. Altrettanto estremi sono le tematiche trattate, che restituiscono visioni distorte e malate della realtà politica o sociale. Insomma, siamo di fronte ad un genere che, a differenza del precedente, sembra davvero riservato a pochi ascoltatori. Fossi in voi e dovessi scegliere, forse metterei su un po’ di post metal.
Tag: post, metal, strumentale, sludge

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