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DOWHANASH

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2021-03-03

DOWHANASH – Draco Metal Attack

Ciao ragazzi, grazie per la disponibilità e benvenuti sulle pagine di StaiMusic.
Ciao a tutti! Grazie a voi per l’opportunità che ci state dando per farci conoscere meglio.

Nonostante i Dowhanash si siano formati meno di due anni fa (nda 2019) la maggior parte di voi ha già alle spalle una storia trentennale nell’underground del nostro paese. Come è cambiata la scena Metal e il suonare questo genere negli anni?
Beh... negli anni novanta c’era più affiatamento tra metallari c’era più fratellanza, ma speriamo che ci sia un ritorno di fiamma.
Una cosa sorprendente è stata vedere che in pochissimo tempo i CD sono andati fuori moda. È successo tutto troppo in fretta.
Poi non parliamo del fatto che non si possono fare concerti live... Su questo argomento: no comment.
Però bisogna anche dire che nel 2021 si può diventare famosi con un semplice click. Oggi ci sono delle possibilità che una volta ce le sognavamo, quindi cerchiamo di non vedere tutto nero, in questa realtà esiste l’equilibrio tra il bene e il male e anche in questo ambito lo si può notare.

Come siete cambiati come artisti?
Per quanto riguarda la promozione ci siamo dovuti adattare alle nuove regole della società ma per quanto riguarda la musica siamo sempre stati fedeli al nostro cuore.
Non è la nostra musica che deve adattarsi ai tempi moderni ma sono i tempi moderni che si devono adattare alla nostra musica!

Nel 2019 nascono i Dowhanash, cosa vi ha spinto a dar vita a questo nuovo progetto? Da dove arriva il nome?
Le spinte sono state due: una spinta è stata la musica che avevo riposto nel cassetto, che ad un certo punto è esplosa (avevo troppi pezzi che bramavano di uscire allo scoperto) e un’altra spinta è stata la voglia di fare qualcosa di utile per la società, facendo dei testi che possano aiutare a risvegliare chi dorme verticalmente.
Il nome è stato creato mettendo insieme quattro parole in lingua Draconiana. Non svelo la traduzione perché aspettiamo che qualcuno ci arrivi senza il nostro aiuto.

Qualche mese fa (nda il 25 ottobre 2020) è uscito il primo lavoro From the Ashes, un’EP composto da un intro e quattro brani, quale è stato il processo compositivo che ha portato alla release?
Per molto tempo, con Dani, ci siamo incontrati nel retro del mio negozio e abbiamo tirato fuori dei vecchi riff. All’inizio in maniera molto titubante, così tanto per divertirci, ma poi dopo un po’ ci siamo accorti che la qualità era buona e si poteva provare a fare qualcosa di serio, quindi appena siamo riusciti a completare la line up (è stato alquanto difficile) ci siamo fiondati in studio di registrazione.
Colgo l’occasione per mettervi al corrente che da quest’anno il chitarrista Andy Lijoi prenderà il posto di Dani, che per motivi personali ha da poco abbandonato i Dowhanash (con lui siamo rimasti ancora in buoni rapporti).

Come già detto, alcuni di voi hanno avuto alle spalle esperienze importanti, chi conosce i vostri lavori con Detestor e Antropofagus cosa si deve aspettare da questo lavoro?
Gli Antropofagus, che tra parentesi sono tra i migliori gruppi Brutal al mondo, sono molto differenti da noi. Con i Detestor invece si possono trovare delle somiglianze, per ovvie ragioni, ma siamo comunque diversi. Uno dei nostri pregi è l’originalità e questo sarà molto più evidente nei prossimi lavori.

Di cosa parlano e come nascono i testi di From the Ashes?
Per i testi prendiamo spunto direttamente dagli insegnamenti Draconiani. Sono testi esoterici che parlano di Spiritualità e contengono al loro interno dei messaggi molto forti che solo chi è pronto potrà comprendere.

Sulla copertina dell’EP spicca una fenice che risorge dalle proprie ceneri, che significato date a quest’immagine?
Questo CD è stato per noi una vera e propria rinascita musicale e spirituale. Nessun altro simbolo poteva essere più azzeccato. Comunque vi anticipo che i prossimi lavori ci saranno simboli diversi ma tutti collegati tra loro. Nulla viene lasciato al caso.

Con l’avvento di tecnologie sempre più a portata di mano il concetto di produzione è radicalmente cambiato negli ultimi anni, cosa ne pensate e come avete lavorato in questo senso all’album?
Al giorno d’oggi tutti riescono a fare dei CD perfetti., tecnicamente di alta qualità ma allo stesso tempo freddi come il sorriso di coccodrillo.
Noi volevamo un disco che suonasse diverso, che suonasse vero. Abbiamo lasciato volontariamente alcune imprecisioni e non abbiamo voluto quantizzare niente proprio per umanizzare la nostra musica.
Ascoltando From the Ashes si ha la sensazione che sia suonato dal vivo e questo è stato molto apprezzato dagli ascoltatori.

Anche la promozione è in continua evoluzione tra cose sicuramente positive ma anche tante negative, quali credete siano le difficoltà maggiori per una band che vuole far conoscere il proprio lavoro?
Sicuramente uno dei problemi attuali più grandi è l’enorme quantità di musica reperibile sul web. Quando un bambino ha troppi giocattoli non riesce ad apprezzarli e non è colpa sua.
Per emergere da queste sabbie mobili ci vuole qualcosa di veramente diverso... e noi ci stiamo provando.

Quale consiglio dareste a quei gruppi che muovono i primi passi in questo mondo?
Prima di tutto armatevi di pazienza e di forza di volontà, poi fate la musica che vi piace senza scendere troppo in compromessi e infine promuovete la band in maniera saggia perché altrimenti sarebbe come seminare i bucaneve in mezzo al deserto.

In questo periodo di libertà limitata molte band ne stanno approfittando per portare avanti il proprio lavoro, anche voi avete qualcosa in cantiere?
Chi si ferma è perduto! Stiamo preparando un nuovo mini CD (abbiamo scelto di non fare un full length album per una questione tattica) che dovrebbe uscire all’inizio di questa estate e sarà una bomba.

Domanda difficile ma che vorrei comunque farvi, state pianificando qualche live in prospettiva che questo momento difficile dovuto al Covid finisca?
Pianificare concerti in questo momento è improponibile.
Abbiamo imparato a vivere alla giornata (carpe diem).
Non sappiamo quando e nemmeno se finirà questo incubo ma non vediamo l’ora di suonare. Sarebbe bello ricominciare facendo concerti in tutti i locali di ogni città d’Italia.

Ragazzi, vi ringrazio per la chiacchierata e vi lascio le ultime parole da dedicare ai lettori e lettrici di StaiMusic.
È stato un nostro piacere. Un abbraccio a tutti voi di StaiMusic e ai vostri seguaci. Follow the Draco
Tag: musica metal, death metal, intervista, draco metal, Dowhanash
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