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Garage punk

Macchine nere scure scorrono veloci per le strade riempiendo la notte, chitarre grezze di contorno, ombre con gli strumenti in spalle che entrano nei club dalle porte di servizio, vere stelle della notte giovane e feroce. Suoni disarticolati e ribellione, quel bianco e nero fotografico che ricorda fumetti trash e serate affollate di alcol e musica. Tutti Misfits, tutti cattivi ragazzi, con la noia del menefreghismo e protagonisti delle serate alla Deatsuns o piene di fuzz. Spiriti indipendenti, senza contratto, e nessuna voglia di concetti complessi. Non c'è niente come il suono della musica garage punk. Combina tutti gli elementi del punk classico, mescolati con scarti e graffi di vecchi tropi rock 'n' roll, riff di chitarra croccanti e ritmi contagiosi che ti fanno venire voglia di alzarti dai piedi e ballare. Ascolta il ruggito della batteria pesante e il basso denso e inquietante - quelle linee percussive che risuonano rumorosamente sullo sfondo. E in cima a tutto ci sono quelle voci vintage imbrattate di distorsione lo-fi - una voce narrativa disegnata su un paesaggio sonoro inconfondibilmente unico che ti toglie il fiato. Se stai cercando qualcosa di crudo e biologico, è questo.

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2022-09-02

Racconti grezzi di ribellione urbana: il Garage Punk

Si tratta di un genere musicale che ha messo insieme garage rock e punk rock, basato su ritmi molto rapidi e chitarre grezze, in genere suonato da band prive di contratto o che sono legate a etichette indipendenti. I testi sono basati in genere su problemi personali e sul rifiuto delle norme sociali, anche se in genere i complessi dediti a questa musica prendono le distanze dalle tematiche troppo politicizzate. La nascita specifica del genere può essere individuata alla fine degli anni ’80 con molti gruppi che firmarono per un’etichetta di Seattle, la Sub Pop, e divennero un’influenza pesante per la successiva musica grunge; in seguito alcuni gruppi di garage punk hanno influenzato anche gruppi di stoner rock.

Nel 2010, in America, il gruppo di maggior successo a emergere in questo ambito è stato di sicuro quello dei Black Keys, che nel suo sound ha unito elementi di garage punk ad altri mutuati dal blues rock. Ricordiamo che, contrariamente a quanto successo in Inghilterra, il termine 'punk' fu usato dapprima negli anni ’60 per descrivere la musica delle garage band Americane, ed era in pratica interscambiabile con garage rock. Il gruppo più conosciuto considerato esponente di garage punk dell’epoca è stato sicuramente quello degli Shadows of Knight: una delle loro canzioni finì nella raccolta Nuggets, sul cui retro copertina fu identificato così il sound della band dal chitarrista/critico Lenny Kaye.

La nuova ondata, partita dagli anni ’80, identificava questo genere con chitarre dal suono sporco e disarticolato e testi che esprimevano concetti legati alla ribellione, ma anche al cattivo gusto, rispetto a ciò che era la norma. Tra le band degli anni ’90 che derivano da questo sound ci sono sicuramente i Mudhoney e i Supersuckers, coi primi che in pratica divennero i primi fondatori del grunge. Ai giorni nostri le band di garage punk sono tornate a far parte dell’underground e sono davvero poche quelle che riescono a sfondare commercialmente, come Ty Segall, gli Slaves e Cheena, mentre tra i musicisti ricordiamo Hannah Billie, Alex Turner e Jamie Cook e tra i cantanti La Sera e Olly.
Tag: garage, punk, ribellione, underground

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