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Post grunge

La morte del grunge, segna anche il suo successo, tanto che le etichette promuovono le band che riprendono elementi del grunge e lo avvicinano alla gente togliendogli sapore amore di povertá ed esclusione che lo aveva caratterizzato. I gruppi fioriscono insieme al rock alternativo dagli anni 90 in poi successivamente alla morte prematura del grunge e del nu metal. Si sviluppa grazie alla sua orecchiabilitá e semplicitá sonora soprattutto con band statunitensi come Puddle Of Mudd, Arctic Monkeys, Nickelback, Alter Bridge, Hoobastank, Chris Cornell con i RATM, Creed e Staind.

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Il post grunge è un genere che racchiude tutte le band che iniziarono a suonare musica grunge dopo l’ingresso nel mainstream dei grandi gruppi grunge negli anni 90. In quel periodo, la veloce ascesa del grunge corrispose a una quasi immediata crisi, poiché già a partire dalla pubblicazione dell’album Nevermind nel 1991, il grunge iniziò ad avere qualche problema. La tossicodipendenza di Kurt Cobain rappresentò una sorta di segnale d’inizio del declino del genere, che toccherà il fondo con la morte nel 1994 dello stesso frontman dei Nirvana. A ciò si aggiunsero anche i problemi contrattuali dei Pearl Jam e la tossicodipendenza di Layne Staley degli Alice in Chains, eventi che portarono alla cancellazione di numerosi concerti nel 1995. Mentre le grandi band grunge affrontavano un momento di crisi, altre nuove band iniziarono a calcare le scene, emulando i gruppi grunge storici, sostenute proprio da quelle major che litigavano con Pearl Jam e colleghi. La definizione post-grunge nacque proprio per identificare questa nuova scena commerciale e mainstream, spesso criticata dai fan e dalla stampa.

La differenza sostanziale tra grunge e post-grunge risiede nel fatto che i primi erano strettamente radicati nella scena underground dell’alternative rock degli anni 80, mentre i gruppi post-grunge sono stati influenzati da ciò che il grunge originale era diventato, una forma popolare di hard rock, serio e introverso, imitandone suono e stile. La rabbia e la sobria introspezione tipicamente associate al grunge divennero requisiti essenziali delle band post grunge, che identificavano tali caratteristiche come i passi da percorrere per arrivare alla legittimazione artistica. Questo atteggiamento, spesso portato agli estremi di una codifica morale, divenne quasi un manifesto artistico per i gruppi hard rock degli anni ‘90. Nonostante le radici alternative, il post grunge fu assolutamente un genere commerciale e mainstream: fu prodotto da etichette importanti e ripulito di quel suono di chitarre spesso e distorto per essere pronto alla diffusione radiofonica. Tuttavia, non tutto il post grunge è uguale: le band di questo genere si lasciarono influenzare da sonorità jangle pop degli anni 80, dallo ska, dall’alternative metal o dal rock classico.

La popolarità del genere giunge nel 1995, quando l’ex batterista dei Nirvana Dave Grohl e la sua nuova band, i Foo fighters, ne definirono i parametri artistici, raggiungendo un considerevole successo negli Stati Uniti e nel mondo. Numerose band che si erano formate all’inizio degli anni ’90 fecero del post-grunge uno dei migliori sottogeneri commerciali a ridosso del millennio. La scena si estese anche al di fuori della sua originale culla nella città di Seattle; numerose band in tutto il mondo contribuirono allo sviluppo del genere: i Live, i Collective Soul, i Candelbox, gli australiani Silverchair con il loro primo album Frogstomp nel 1996, i Bush dall’Inghilterra e Alanis Morissette dal Canada. La prima ondata del post-grunge si esaurì all’inizio del nuovo millennio, lasciando spazio alla seconda ondata con band quali: i Creed con il loro album Human Clay nel 1999, il più venduto nel mondo del genere assieme a Frogstomp dei Silverchair; Matchbox Twenty, i Three Days Grace, i Puddle of Mudd, i Breaking Benjamin, gli Staind con l’abum Break the Cycle nel 2000, gli Audioslave di Chris Cornell e Tom Morello, gli Incubus, gli Alter Bridge – nati da ex-membri dei Creed – gli Hoobastank e i Nickelback. Tutti questi gruppi raggiunsero un notevole successo commerciale, abbandonando buona parte della rabbia del grunge originale per lasciare spazio a temi più convenzionali, narrativi e a volte romantici, specialmente con band come gli Shinedown e i Seether.

2020-04-11

Nirvana sta a grunge come Foo Fighters sta a post grunge

Siamo negli anni novanta e nomi come Nirvana e Pearl Jam lanciano il grunge nella scena musicale, suscitando entusiasmi di ascoltatori ed etichette discografiche. Il termine che lo definisce significa “sporco” e la musica che lo contraddistingue è un mix tra sperimentazione, heavy metal, hard rock e punk rock, in diverse proporzioni per ogni gruppo che vi si identifica. Sulla scia del successo del grunge, ben presto cominciano a svilupparsi dei sottogeneri che molto condividono con quest’ultimo, talvolta anche i... musicisti. Tra questi, il post grunge e David Grohl, che inizia un nuovo progetto musicale in questo ambito, chiamato Foo Fighters, quando ancora era membro dei Nirvana.


La definizione di post grunge è controversa: c’è chi sostiene che si sia trattato di una strategia di marketing delle case discografiche per lanciare quei gruppi che richiamassero anche marginalmente le sonorità grunge. Tuttavia, nonostante potremmo definire il post come il fratello commerciale del grunge, che condivide con quest’ultimo soltanto alcuni elementi (come la struttura vocale delle canzoni o l’uso dei riff distorti), sarebbe sbagliato non riconoscergli la sua dignità di genere, con delle proprie caratteristiche stilistiche ed interpreti di tutto rispetto.


Torniamo così ai Foo Fighters, progetto inizialmente da solista fondato nel 1994 da David Grohl e debuttato l’anno seguente con il primo, atteso e omonimo album. Prima di questo, Grohl aveva già pubblicato una musicassetta dal titolo Pocketwatch sotto lo pseudonimo di Late!. Dopo la morte di Kobain e lo scioglimento del gruppo, iniziò le registrazioni per il suo album, occupandosi di tutti gli strumenti e di tutte le parti vocali (fanno eccezioni alcune parti alla chitarra del brano X-static) e completando il lavoro in poco più che una settimana. Ne viene fuori una track list semplice, varia e di facile ascolto, che ottenne il consenso della Capitol Records. Pubblicato il disco, Foo Fighters prende il via e con l’album anche l’idea di ampliare la one-man band ad altri componenti. Scartato Krist Novoselic, ex collega, per evitare che il nuovo gruppo sembrasse una reincarnazione dei Nirvana, la scelta ricadde su Nate Mendel e William Goldsmith dei Sunny Day Real Estate, e sul chitarrista Pat Smear. Foo fighters lancia così il post grunge nel mondo commerciale ed è grazie a questo disco che molte band inizieranno a suonare questa musica. Per arrivare al boom, tuttavia, dovremo aspettare il 1996, con gli australiani Silverchair: il loro album Frogstomp divenne disco di platino a livella internazionale e rimase pietra miliare per il post grunge così come Nevermind dei Nirvana lo era stato per il grunge.
Tag: post, grunge, foo, fighters, silverchair
2021-10-22 h: 11:30
Shaky Knees Festival 2021
Atlanta, US

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