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Ragtime

Da musica da marcia a musica per locali a luci rosse, ne fa di strada questo genere musicale dove il piano diventa asoluto protagonista per far svagare o per far ballare la gente.

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2020-03-24

'All coons loke alike to me': un successo controverso

Dalle finestre dei quartieri a luci rosse di Sant Louis e New Orleans, un pianoforte suona un ritmo sincopato e chi ascolta non può fare a meno di danzare: siamo sul finire dell’Ottocento e quello che state ascoltando è il ragtime, una musica da ballo canonizzata poi a genere musicale durante il secolo successivo. La sua origine risale a un tempo in cui ancora non esisteva il jazz, ed è con il ragtime che veniva identificata la musica dei “negri”: la parola, letteralmente “tempo a brandelli”, deriva dal termine 'ragging', utilizzato dai neri per indicare il loro modo di ballare (da cui 'rag', danza), scandendo il tempo con il battere di mani e piedi. Musicalmente, invece, deriva dall’incontro delle marce e dai balli suonati dalle bande degli afroamericani di fine XIX secolo con la musica classica europea, sempre con le marce particolar modo.

Ne viene fuori un genere fortemente americano, divenuto già di grande popolarità nel corso dei primi decenni del Novecento. A catalizzare la sua diffusione fu il pezzo 'All Coon look alike to me', uno dei più antichi ragtime mai pubblicati e stampati (risale infatti al 1895), opera del musicista nero Ernest Hogan e che arrivò a vendere un milione di copie. Tom Fletcher, suo collega, commentò il fatto dicendo che Hogan era stato "il primo a mettere su carta il genere di ritmo suonato da musicisti incapaci di leggere le note": tuttavia, se non sapevano leggere le note, sapevano di certo comprendere le parole e non furono pochi gli afroamericani che si sentirono offesi da questo brano. 'Coons', infatti, era un modo dispregiativo per indicare i neri d’America e la canzone venne presto intesa come razzista ed offensiva. Per non parlare della serie di imitazioni che, dato il successo di questo brano, vennero fuori in seguito, così facilmente riconducibili alla fonte da esser definite “coon song”, piene di insulti razzisti e immagini stereotipate.

In realtà, Hogan non fu propriamente l’autore del testo. Quello che Hogan fece fu riadattare un pezzo sentito da un pianista a Chicago, “All pimps look alike to me”, sostituendo “pimps” con “coons” e aggiungendo un ritmo a 'cakewalk' alla musica. Inutile dire che il musicista, se da un lato era conscio e orgoglioso di come aveva portato il ragtime al grande pubblico e aveva aiutato tanti musicisti come lui a farsi conoscere nel mondo dello showbusiness, dall’altro non smise mai di provare vergogna e un senso di “tradimento della razza” a causa di questa canzone, come ribadì fino a pochi giorni dalla morte.
Nonostante il suo rammarico, non si può certo dire che questo brano non fece la sua fortuna in tutti i sensi, economico compreso: quando si spense nel maggio 1909, il Chicago Record-Herald riportò che il brano aveva fruttato al suo ideatore, padre del ragtime, ben ventiseimila dollari.
Tag: ragtime, new, orleans, hogan, coon, pimp

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