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Electro Pop

Ritmi commerciali e popolari, suoni elettronici semplici e soffusi, testi caldi e concettualmente critici con la società attuale. Una specie di ironia sulla propria situazione di artista e icona pop, mentre i testi rivelano fragilità, freddezza e un contrasto interno latente. Elettropop significa sintetizzare la propria vita e i propri affetti riassumendoli, lasciandoli indietro e cercando di vederli dall’esterno. In questa playlist troverai le più belle canzoni di electro pop.

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2021-08-19

Il pop elettronico che ci convince, intervista a Lavilla

Un pop elettronico che ci ricorda molto i Subsonica, un legame testuale che ci porta leggero nelle rime delle canzoni, un ritmo che ci mantiene svegli nonostante la sua anima ipnotica

Ciao Lavilla, benvenuto su Staimusic! Raccontaci un po' del progetto e delle sue origini
Lavilla è un progetto musicale made in Caserta ideato con l’intento di provare a tradurre emozioni in suoni e parole. Attraverso una ricercata impronta elettro-pop, unisce ibride influenze musicali ad un forte bisogno di comunicare la mia visione del mondo e delle cose. Diverse collaborazioni con numerosi artisti hanno contribuito a dare forma, nel tempo, alla sua attuale identità, favorendone la maturazione nella scelta della direzione musicale più adatta a valorizzarne i contenuti. In particolare, il recente lavoro di produzione realizzato in cooperazione con Giuseppe Ianniello ha suscitato l’interesse dell’etichetta Sparo Parole, agevolando la sottoscrizione del primo contratto discografico di distribuzione inaugurato con l’uscita del singolo “Insaziabile”.

Come nascono le vostre canzoni? qual è il processo con cui vengono alla luce?
Non poniamo limiti o regole ben precise. Ogni canzone è una storia a se e tutto dipende da cosa c’è esigenza di esprimere con quelle parole e quelle note. Di solito un’idea embrionale, spesso confusa, è tutto ciò da cui ci facciamo guidare e pian piano il resto prende forma. La cosa fondamentale per noi, insomma, è di essere il più spontanei possibile affinché non subentri troppa razionalità a soffocare il flusso emotivo dell’ispirazione del momento.

INSAZIABILE è il tuo nuovo singolo ed è un pezzo molto moderno ma allo stesso tempo molto descrittivo: cosa vuoi trasmettere agli ascoltatori con questo brano?
Cerco di dire che secondo me l’amore soffre di cliché culturalmente determinati. Mi sento incapace di collocare un sentimento nello spazio e nel tempo perché ritengo che per rendere un rapporto insaziabile non bisogna abusarne, piuttosto accettare il dinamismo delle varie fasi della relazione, dalla più passionale a quella di minore sintonia senza mai rinunciare alla libertà di appartenere a se stessi. Penso che solo così si riesca ad apprezzare genuinamente la bellezza di condividersi. Qualcosa di noi muore un po’ quando ci ostiniamo a cercare stabilità, quando ci chiudiamo nei nostri schemi che condizionano il nostro modo di relazionarci agli altri. Ed è proprio in quel momento che cominciamo a dipendere esageratamente da qualcuno. Insaziabile vuole essere un augurio ad innamorarsi in modo sano di se stessi e di evitare di cadere nella trappola delle forzature che potrebbero successivamente trasformarsi in insoddisfazione. Amare non può essere un’abitudine. Prima o poi delle abitudini ci si sazia.

Stai affrontando il tuo percorso musicale da solo o hai qualcuno con cui ti confronti o che ti segue
Lavilla ha tanti coinquilini, non sono mai solo. Dalla produzione musicale alle performance live la mia metà è Giuseppe Ianniello. Un buon amico, un grande musicista, un’artista eclettico a cui devo molto. Mi sento fortunato a condividere questo percorso con lui. Poi è doveroso citare Giuseppe Della Mura, Luca Sammartino ed Enrico Crocco della SparoParole che ci stanno dando un’importante possibilità e seguono attentamente ogni nostro piccolo passo.

Quali sono gli obiettivi di lavilla: hai qualche sogno nel cassetto?
Sogni pochi, idee parecchie. L’obiettivo è di riuscire a concretizzarle. Servono tanto impegno e tanta determinazione perché la strada è lunga e in salita ma finché ci si diverte allora va tutto bene.

Quali sono invece gli aspetti che pensi di dover migliorare?
Nel mondo della musica elettronica sono un neofita. Sicuramente ho bisogno di prendere maggiore confidenza con questo mondo che mi affascina tantissimo e che devo imparare bene a gestire.

Dopo questo singolo, quali progetti avete per il futuro?
Posso già anticiparvi che presto ci sarà qualche nuova uscita. Stiamo addirittura pensando ad un disco, ma vedremo.

Per concludere, se potessi dare un consiglio a dei ragazzi più giovani che si approcciano al mondo della musica, quale sarebbe?
Non abbiate paura di osare!

E come Staimusic aggiungiamo non demordere e crederci! Grazie a Lavilla, se volete entrare nella sua pagina andate qui.
Tag: elettropop, pop elettronico, lavilla, subsonica, intervista, musica emergente, musica italiana
2020-11-01

Il suo tempio è l’arte e la sua musica è l’Elettropop

L’Electro Pop. Il precursore di tutta le varietà di musica elettronica moderna. E’ la prima metà degli anni ‘70, gli anni del Rock selvaggio, gli anni in cui le chitarre elettriche fanno da padrone.

Le menti brillanti di alcuni ragazzi tedeschi riuscirono a creare un genere musicale all’avanguardia, grazie solamente all’aiuto di percussioni, sintetizzatori e tanta inventiva. Loro sono i Kraftwerk, gli dei dell’Electro Pop.
La band nacque a Düsseldorf grazie all’incontro della genialità di Ralf Hütter e Florian Schneider. Dopo vari esperimenti, il quarto LP concepito dai Kraftwerk rasentò la perfezione del loro sound. Corre l’anno 1974, “Autobahn” si affermerà come pietra miliare dell’Electro Pop e sarà d’ispirazione per tanti nuovi stili musicali.
I Kraftwerk fecero dell’immagine e delle arti visual il loro marchio. Assunsero il pittore Emil Schult per creare le copertine dei dischi e le scenografie dei loro concerti. Le loro esibizioni live in giro per il mondo li aiutano a diffondere il loro verbo: il loro concept album “Computerwelt”, viene pubblicato in cinque lingue differenti.

L’Elettropop cominciava ad avere i suoi discepoli ovunque: in Gran Bretagna New Order, Human League e Beloved; in Giappone Yellow Magic Orchestra; in Italia Krisma. In seguito arrivarono i Depeche Mode, la band inglese del cantante Dave Gahan, conquistò l’America negli anni ‘80/’90.

Nel frattempo i Kraftwerk, dopo un periodo di pausa, ritornarono nel 2002 con degli strumenti nettamente più all’avanguardia, che completeranno la loro evoluzione. La vita sul palco dei teutonici continua a essere molto attiva: i loro concerti 3D hanno avuto sede nei templi dell’arte contemporanea.
Il loro perfetto mix di musica e visual è andato in scena al MoMa di New York, al Tate Modern di Londra, al Guggenheim di Bilbao, alla Fondation Vuitton di Parigi e la National Galerie di Berlino.

Il 25 luglio 2016 fu una data storica per i fan italiani dell’Electro Pop: i Kraftwerk fanno il tutto esaurito, mixando il loro sound metallico e le loro scenografie accattivanti alle pietre millenarie dell’Arena di Verona.
Tag: elettropop, electro pop, kraftwerk, arte, elettronica

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