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Pop rock

Rock più orecchiabile, aggressivo ma delicato, a volte sinfonico e sperimentale. La musica Pop Rock esce dai canoni di entrambi i generi e fonde melodie orecchiabili e strumentazione classica rock. Ci passano in molti, molti lo ascoltano e lo suonano, Queen, Madonna, Elton John e tanti altri, che dai ruggenti anni Sessanta prendono il testimone degli immortali Beatles e rimodellano le sonorità con graffianti chitarre e quel ritmo incalzante tipico del rock. Ma Pop Rock è un genere così ampio da perdersi nei propri confini, diventando etichetta generica che vende la sua anima ribelle per ammaliare gente e vendere dischi. A volte è forse un’evoluzione più scenica che musicale, qualche borchia o giubbotto di pelle per dissimulare appartenenza. Per fortuna il tempo, che sempre guarisce, restituisce poi grandi artisti.

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2020-05-04

'It’s a kind of magic': i Queen e i loro indimenticabili live

Il 13 luglio 1985 siamo a Londra e le telecamere della BBC riprendono ormai da quindici ore il Live Aid, uno dei più straordinari eventi della storia del rock. I protagonisti di quel palco sono stati in tanti: David Bowie, Simple Minds, Paul Young, Madonna, gli Who, e ancora Phil Collins, Duran Duran, Sting, Dire Straits, Spandau Ballet e tantissimi altri nomi dei big del rock. Tra loro il gruppo che, a vent’anni di distanza, da un sondaggio realizzato dal Times risulteranno la band più apprezzata non soltanto nel corso di quell’evento ma, secondo il parere parere non solo dei lettori ma anche dei critici, quella che eseguì uno dei migliori live della storia moderna della musica: i Queen, che portano tutto il pubblico lì presente ad intonare con loro “We are the champions”. Venti minuti che lasciano il segno. Ancora nel 2012, secondo il New Musical Express, sono al quarto posto tra le migliori band per esibizioni dal vivo, sebbene il loro ultimo concerto in formazione originaria risalga al 1986.

I Queen amavano le esibizioni live, amavano stupire il pubblico, amavano portargli gioia, e per tale ragione grande importanza attribuivano ai loro concerti, che spesso si configuravano come veri e propri spettacoli. Freddy Mercury, nome d’arte di Farrokh Bulsara, Brian May, Roger Taylor e John Deacon suonano insieme dal 1971 e il loro grande affiatamento li porta presto al successo: sono una delle band più conosciute a livello internazionale e, ad oggi, contano 300 milioni di dischi venduti. Tra il loro debutto e il 1986 collezionano ben 707 concerti in 26 nazioni diverse, tutti memorabili.

Freddy Mercury intendeva il live quasi come un’opera teatrale: costumi eccentrici, illuminazione ed effetti speciali, giochi di luci, nebbia, persino fuochi d’artificio, palchi grandissimi in cui muovere le coreografie che il frontman stesso metteva in scena, tutto doveva concorrere a creare l’atmosfera giusta. Anche la scaletta: un repertorio vario ed emozionante, che va da pezzi hard rock a pezzi più melodici, con grandiose improvvisazioni alla chitarra e alla batteria e quei brani immancabili che hanno fatto la storia del gruppo. Il legame tra Mercury e il pubblico era fortissimo: sapeva come interagirvi e coinvolgerlo, indipendentemente da quanto fosse numeroso, abilità ammirata da altri artisti del calibro di David Bowie e Kurt Kobain.

La morte prematura di Freddy Mercury, nel 1991, pone fine alla creatività del gruppo. I Queen esistono ancora oggi e hanno continuato e continuano a suonare insieme prima come i Queen + Paul Rodgers e poi, dal 2011, come i Queen + Adam Lambert, ma senza Freddy, per quanto ancora grandiosi, continuerà a mancare sempre… that kind of magic.
Tag: pop, rock, queen, freddie, mercury, live

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