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Minimal

Suoni allo stato puro e primordiale, ipnotici e ripetitivi. Calma silenziosa, i fruscii elettronici minimal sono paesaggi, camminate sonore. Con differenti obiettivi, pensare alla bellezza sfrontata della realtà, ballare con un romantico nodo alla gola, cocktail in mano in mezzo alla gente lenta e assordante, illudere un’umida giornata estiva di porcellana, conoscere un nuovo suono tra le pieghe del suo vestito, raccogliere una matita rossa dalla strada e disegnarlo in aria.

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2022-02-03

Born in the USA: l’avanguardia newyorkese suona musica minima

Forse oggi siamo più abituati a pensare alla musica minimal abbinandola a qualche ritmo da discoteca, ma un tempo, e con un tempo ci riferiamo ai mitici anni ‘60, culla di tanti generi musicali, la musica minimalista era considerata una musica colta e d’avanguardia. Nasceva negli Stati Uniti come contrapposizione alla musica d’èlitè europea di ispirazione serialista ideata da Anton Webern, considerata da alcuni compositori impossibile da ascoltare. L’intento era infatti quello di creare qualcosa di più facile approccio, e a raggiungere tale scopo si impegnarono artisti quali La Monte Young, Terry Riley, Steve Reich e Philip Glass. Suoi precursori, invece, furono compositori quali Morton Feldman e John Cage, negli anni ‘50, che si lasceranno ispirare dalla pittura avanguardista della scena newyorkese per creare uno stile che avesse altrettanto una matrice fortemente statunitense. Da Cage in particolare deriva il distacco dagli schemi compositivi adottati in passato, e un approccio alla musica meno sperimentalistico.

La musica minimalista è varia nelle sue espressioni, così come eterogenei saranno i suoi ideatori ed esecutori, ma si basa su uno schema semplice, ridotto al minimo, e generalmente costantemente ripetuto: non a caso, sinonimi di minimal music saranno, oltre che new music e spaced out music, musica ripetitiva. In realtà, all’interno di ogni brano vi è un cambiamento progressivo, attuato attraverso ripetizioni e sovrapposizioni ritmiche, ma è così impercettibile da dare comunque un’impressione di staticità. La Monte Young elaborava i suoi brani concentrandosi sulle proprietà e gli effetti del suono: ne vennero fuori composizioni monostruttuali, con suoni lunghi da lui definiti “sustained notes”.

La filosofia della musica minimalista arriva dall’oriente, e vuole creare una sorta di ipnosi dell’ascolto che aiuti il fruitore al raggiungere uno stato di contemplazione ed estasi che lo porti a concepire riflessioni esistenziali. Altre influenze saranno date dalle arti visive d’avanguardia, al tempo principalmente astrattismo e pop art.
Dagli USA la musica minimalista arriva in Europa, e ha tra i suoi massimi esponenti nel polacco Henryk Górecki, nell’olandese Louis Andriessen, nell’estone Arvo Pärt, e nell’italiano Stefano Ianne. Oggi possiamo trovare la musica minimalista nelle melodie pianistiche di Ludovico Einaudi e in Ezio Bosso. Sebbene al suo tempo non ricevette immediatamente l’appoggio della critica, la musica minimal ha in realtà influito su molto compositori anche non minimalisti, oltre che su gruppi kraurock e rock degli anni settanta, come i Pink Floyd. La ritroviamo anche in colonne sonore, come quelle di Micheal Nyman, in film come Giochi nell’acqua (1988) e Lezioni di piano (1993). Infine, figlia della musica ripetitiva, la drone music di cui Phill Niblock sarà pioniere.
Tag: minimal, young, riley, glass, cage, ipnotico, avanguardia

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