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Minimal

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Suoni allo stato puro e primordiale, ipnotici e ripetitivi. Calma silenziosa, i fruscii elettronici minimal sono paesaggi, camminate sonore. Con differenti obiettivi, pensare alla bellezza sfrontata della realtà, ballare con un romantico nodo alla gola, cocktail in mano in mezzo alla gente lenta e assordante, illudere un’umida giornata estiva di porcellana, conoscere un nuovo suono tra le pieghe del suo vestito, raccogliere una matita rossa dalla strada e disegnarlo in aria. La musica è stata usata come forma di espressione per secoli. Il suo potere di evocare emozioni e creare atmosfera è ciò che attira le persone. Recentemente è apparsa una nuova tendenza: la musica minimale. Questo genere enfatizza la semplicità e il minimalismo nella melodia, pur mantenendo la pura gioia estatica della musica. La musica minimale utilizza meno elementi musicali, il che rimuove la distrazione e va oltre nel connettersi con il suo pubblico. Crea un'atmosfera avvolgente che una volta era solo immaginata da partiture classiche che fluiscono minimamente con lievi progressioni. Con musica minimale gli artisti stanno tentando di catturare di nuovo questa emozione senza tempo, creando un'esperienza completamente serena per i loro ascoltatori.

Minimal - La rivoluzione musicale
Minimal è un genere musicale che ha rivoluzionato la scena musicale negli anni '90. Dopo la fine dell'era della dance anni '80, il minimal ha preso piede e ha fatto una comparsa matura ai primi del 2000, grazie alla collaborazione di artisti come Richie Hawtin, Alex Under, Magda e molti altri. Il minimal è un genere musicale che tende a eliminare le regole consolidate della musica per creare un nuovo linguaggio sonoro. In questo post, fornirò una panoramica su questo nuovo genere musicale, biografia degli artisti più famosi, le migliori canzoni e qualche critica.
Il minimal ha diverse origini, tra cui la techno di Detroit, la micro house e l'espansione della scena techno tedesca degli anni '90. Il minimal tende ad avere un ritmo ripetitivo e minimalista; dopo l'intro, è generalmente costruito sull'uso di pochi elementi, come un beat, un groove, un basso o un effetto sonoro, che diventano i pilastri intorno ai quali ruota la traccia. La sintesi è, in misura crescente, il centro dell'interesse del minimalismo, e il suono che ne risulta si concentrerà sulla qualità dell'idea e sulla definizione del profilo sonoro. La vera svolta per il minimal è stata quando Richie Hawtin, il padre del minimal, insieme alla sua etichetta Plus 8 Records e ai dischi M-nus, hanno portato la musica del minimal a livello mondiale.
Minimal ha un roster con molti artisti interessanti, tra cui, Danilo Vigorito, la star italiana che è stata in grado di essere presente sulla scena tedesca, ma anche americana ed europea. Altri musicisti di spicco sono Alex Under, uno dei fondatori dello stile spagnolo del minimalismo, e il potente trio tedesco Pan-Pot. Bisogna anche menzionare il diciottenne Jan-Blomqvist, che ha attirato l'attenzione del pubblico con il suo EP The Space in Between.
Le migliori tracce di musica minimalista sono quelle che si distinguono per la loro capacità di creare un'atmosfera, un'onda emotiva, in cui il ritmo è il principale protagonista. Equinox di John Tejada e Synthopia di Mateo Murphy sono due opere di rara bellezza e valore nel mondo del minimalismo. Ancora, No One Around di Valentin Huedo e Bassline di Richie Hawtin sono brani che rappresentano perfettamente il minimalismo puro.
Critiche nei confronti del minimal tendono ad essere che il suono è troppo ripetitivo e meccanico, che è privo di emozioni e che non fa niente per il cuore. Ma il minimalismo è un'arte che si fonda sulla sintesi, sulla purezza, sulla capacità di creare un'atmosfera, un'onda emotiva che, se ascoltata con attenzione, può essere davvero toccante.
In sintesi, il minimalismo è una musicale che ha rivoluzionato la scena musicale negli anni '90 e anche oggi continua ad essere apprezzato dai musicisti più innovativi. Sebbene sia un suono minimale, il minimalismo è un'arte che richiede molta dedizione e creatività. Fornire l'atmosfera e le emozioni richiede molta cura e attenzione. Ascoltare il minimalismo può non essere facile per tutti, ma se conosci le note giuste, puoi ascoltare uno dei generi di musica più sottili ed emozionali di sempre.
2023-09-02

Born in the USA: l’avanguardia newyorkese suona musica minima

Forse oggi siamo più abituati a pensare alla musica minimal abbinandola a qualche ritmo da discoteca, ma un tempo, e con un tempo ci riferiamo ai mitici anni ‘60, culla di tanti generi musicali, la musica minimalista era considerata una musica colta e d’avanguardia. Nasceva negli Stati Uniti come contrapposizione alla musica d’èlitè europea di ispirazione serialista ideata da Anton Webern, considerata da alcuni compositori impossibile da ascoltare. L’intento era infatti quello di creare qualcosa di più facile approccio, e a raggiungere tale scopo si impegnarono artisti quali La Monte Young, Terry Riley, Steve Reich e Philip Glass. Suoi precursori, invece, furono compositori quali Morton Feldman e John Cage, negli anni ‘50, che si lasceranno ispirare dalla pittura avanguardista della scena newyorkese per creare uno stile che avesse altrettanto una matrice fortemente statunitense. Da Cage in particolare deriva il distacco dagli schemi compositivi adottati in passato, e un approccio alla musica meno sperimentalistico.

La musica minimalista è varia nelle sue espressioni, così come eterogenei saranno i suoi ideatori ed esecutori, ma si basa su uno schema semplice, ridotto al minimo, e generalmente costantemente ripetuto: non a caso, sinonimi di minimal music saranno, oltre che new music e spaced out music, musica ripetitiva. In realtà, all’interno di ogni brano vi è un cambiamento progressivo, attuato attraverso ripetizioni e sovrapposizioni ritmiche, ma è così impercettibile da dare comunque un’impressione di staticità. La Monte Young elaborava i suoi brani concentrandosi sulle proprietà e gli effetti del suono: ne vennero fuori composizioni monostruttuali, con suoni lunghi da lui definiti “sustained notes”.

La filosofia della musica minimalista arriva dall’oriente, e vuole creare una sorta di ipnosi dell’ascolto che aiuti il fruitore al raggiungere uno stato di contemplazione ed estasi che lo porti a concepire riflessioni esistenziali. Altre influenze saranno date dalle arti visive d’avanguardia, al tempo principalmente astrattismo e pop art.
Dagli USA la musica minimalista arriva in Europa, e ha tra i suoi massimi esponenti nel polacco Henryk Górecki, nell’olandese Louis Andriessen, nell’estone Arvo Pärt, e nell’italiano Stefano Ianne. Oggi possiamo trovare la musica minimalista nelle melodie pianistiche di Ludovico Einaudi e in Ezio Bosso. Sebbene al suo tempo non ricevette immediatamente l’appoggio della critica, la musica minimal ha in realtà influito su molto compositori anche non minimalisti, oltre che su gruppi kraurock e rock degli anni settanta, come i Pink Floyd. La ritroviamo anche in colonne sonore, come quelle di Micheal Nyman, in film come Giochi nell’acqua (1988) e Lezioni di piano (1993). Infine, figlia della musica ripetitiva, la drone music di cui Phill Niblock sarà pioniere.
Tag: minimal, young, riley, glass, cage, ipnotico, avanguardia

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