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Industrial rock

Con le loro sperimentazioni di musica industrial rock e psichedeliche, i Cromagnon sono i veri antenati dell’industrial metal, figlio moderno della rivoluzione degli anni Sessanta. Musica in uscita da un medioevo pop, il primo rigurgito noise che la Industrial Record amplifica per non dimenticare una Summer of Love ormai lontana, scenario smembrato di tanti pellegrini che credevano in San Francisco. Curioso che i Chrome si chiamassero così. Un chiasmo che riprende l’arcobaleno hippy di Jimi Hendrix e lo trasforma in una sferzante inascoltabile macchina. E quando le teorie rumoriste influenzano questi gruppi, nasce un tipo di rock sperimentale spinto da suoni elettronici provenienti da un futuro dove la macchina domina la scena. Questo è il rock industriale, un futurismo musicale di chitarre elettriche e di batterie elettroniche, musicisti stile Blade Runner e artisti formato Mad Max.

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2022-02-23

Breve storia della musica rock industriale

Partiamo da un concetto più ampio: la musica industriale. La musica industriale nasce negli anni ‘70 e prende nome dall’etichetta Industrial Records, fondata a Londra dal gruppo di artisti e musicisti Throbbing Gristle. Ad elaborare e portare avanti questo genere nascente furono prevalentemente artisti inglesi o americani, che si divertirono a sperimentare con la musica elettronica, creando un mix di musica concreta, rumore bianco, sequencer, sintetizzatori e altro ancora. Ad influire sulla sua formulazione sono tante istante culturali del Novecento: si va dalle avanguardie artistiche – quali il dadaismo, la performance art, il Fluxus – alla Beat Generation, alla letteratura new wave e fantascientifica degli anni ‘60, alla filosofia postmoderna.

Alla soglia degli anni Ottanta la industrial si evolve in tutte le sue varianti. È così che alcuni artisti innestarono le sperimentazioni industriali su sonorità tipicamente rock dando origine a quello che la critica musicale definisce industrial rock – a sua volta base per lo sviluppo dell’industrial metal. Se precursori del genere sono considerati i Cromagnon, negli anni ‘60, specialmente grazie alla canzone ‘Caledonia’, i primi gruppi ad usufruire di questo nuovo far musica furono artisti post punk quali Chrome, Killing Joke, Big Black e Foetus. Questi ultimi in particolare possono considerarsi tra i più importanti e consapevoli esponenti del genere, fondendo insieme l’esperienza industrial londinese e quella successiva newyorkese della cultura No wave. Sempre a New York, inoltre, troviamo gli Swans, che proponevano un mix di No wave, rumorismo e musica industriale. Con il passare del tempo, la tendenza a sostituire il suono live di basso e chitarra con suoni campionati diventerà preponderante in alcuni casi, come per gli svizzeri The young Gods, che eliminarono il suono dal vivo del tutto. Anche in Italia vi fu un momento di industrial rock, e si identifica con il nome di Meathead, che unisce l’industrial rock all’hip hop.

Ben presto, tuttavia, l’industrial rock finì per identificarsi con il suo derivato, l’industrial metal. Forse per il sottile confine tra i due generi, che spesso finiscono per sovrapporsi, il picco di popolarità della musica rock industriale si avrà nella metà degli anni ‘90, anni in cui il metal industriale cominciava a comparire sulla scena. A portarlo alla ribalta furono artisti come Ministry e Nine Inch Nails, che si aggiudicarono entrambi un disco di platino negli Stati uniti. A contribuire all’ibridazione e, infine, alla preponderanza del metal sul rock, sarà la fama raggiunta da Marylin Manson, Rammstein, White Zombie e Spineshank.
Tag: rock industriale, musica industrial rock, postmodernismo, throbbing, gristle

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