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Ade - Rise Of The Empire

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2020-05-05

ADE – L'abisso profondo della storia

L’inizio dell’intervista la trovi nella nostra pagina Estremometal, pagina dedicata al nuovo metal.

In tredici anni e quattro album gli Ade hanno avuto un’evoluzione evidente nel loro sound, miscelando il Death a delle sonorità più Folk, quali sono le principali differenze che si possono trovare tra i vostri dischi?
Fabivs: Tutti i nostri lavori hanno il sound ADE che ci portiamo avanti da 13 anni poi ogni disco viene caratterizzato dall'atmosfera del concept e dall'ispirazione nel periodo in cui l'abbiamo fatto. La tendenza è sempre stata quella di elevare al massimo, rispetto al disco precedente, sia il lato epico sia il lato brutale, fino ad arrivare a Rise of Empire dove si sente un vero e proprio contrasto tra melodia e furia Death Metal.

L’8 Novembre (nda 2019), come hai anticipato, è uscito Rise Empire per la Extreme Metal Music, come siete approdati all'etichetta piemontese e come è stato lavorare con loro?
Fabivs: Mi fu consigliata e in giro ne sentivo parlare bene, quindi entrai in contatto con loro e andammo molto d’accordo. C'è molto feeling e molta comunicazione, cosa che non abbiamo avuto con tutte le etichette.

Da come hai detto, nell'album è evidente la ricerca di un sound più Death rispetto ai predecessori. Da cosa nasce questa scelta?
Fabivs: Con Carthago Delenda Est avevamo sperimentato un sound più cinematografico, con Rise volevamo tornare più sui nostri passi senza compromessi ma, come ho detto in precedenza, amplificando il più possibile il Death Metal come la parte melodica.

Anche in questo disco, come nei precedenti, avete sviluppato un concept preciso. Raccontaci di cosa parla Rise Empire e perché preferite questa formula per sviluppare i vostri lavori.
Fabivs: Lavorare con un concept aiuta a focalizzare i momenti più importanti e significativi della storia, raccontandoli invece che a parole con la musica. Un personaggio unico come Giulio Cesare non poteva non essere preso in considerazione da un gruppo come gli Ade e Rise Of The Empire ne è la dimostrazione.

Come sono nati i brani che compongono il full length?
Fabivs: Solitamente lavoro in parallelo con il cantante (nda Nikolas Bruni aka Diocletianvs): decidiamo la tematica e poi mi lascio ispirare dalle atmosfere per la musica e il cantante dai miei pezzi per le liriche.

Da metallaro incallito, la copertina dell’album per me ha sempre avuto un’importanza fondamentale e anche sotto questo punto di vista il lavoro fatto su Rise Empire mi è piaciuto molto. Parlaci un po' dell’artwork del disco.
Fabivs: Volevamo un qualcosa di epico che racchiudesse un Cesare politico, console e stratega militare. Un’epoca gloriosa ma anche oscura, un disco unico ma a due facce come la nostra musica del resto e Fabio Timpanaro è riuscito a tradurre tutto questo visivamente con l'artwork di Rise of the Empire.

Gli Ade hanno avuto la possibilità di calcare palchi molto importanti a livello internazionale come il Wacken nel 2009 e il Blast Fest di Bergen nel 2017. Facci sognare e raccontaci come è andata.
Fabivs: In tutti questi anni abbiamo fatto molti concerti e ci portiamo dentro tutte le fantastiche esperienze che abbiamo vissuto ma sicuramente Wacken è stato il sogno divenuto realtà. Avevamo poco più di 20 anni e con pochissimi live alle spalle, di botto, siamo stati catapultati su un palco davanti a migliaia di persone e in un backstage con le band di cui hai i poster attaccati in camera.

L’Underground romano sforna in continuazione band molto interessanti, qual è lo stato di salute della scena capitolina e quali ritieni siano le difficoltà maggiori che devono affrontare i gruppi oggi giorno nel nostro paese?
Fabivs: La scena capitolina non è tanto diversa dalla scena di altre parti, il Death Metal è un genere che ha attecchito bene nel nostro paese, producendo dei risultati apprezzati in tutto il mondo. Alcune band riescono a fare il passo "oltre" superando molte difficoltà che vanno dalla stabilità di line-up alle delusioni. Per quanto riguarda il supporto, la spinta da parte del pubblico italiano c'è, il problema credo siano le occasioni per mettersi in gioco in "casa". La mancanza di festival di punta e non solo, così come la chiusura di molti locali, alcuni dei quali storici, in gran parte tarpa le ali sia a chi è alle prime armi sia a chi è più navigato.

Che differenze trovi con le realtà al di fuori dei nostri confini?
Fabivs: Paesi come la Germania godono di ottima fama, altre meno, senza dubbio. Però non sempre è detto, noi abbiamo avuto nel 2016 e nel 2017 un tour in Spagna andato benissimo, con un’accoglienza straordinaria in ogni tappa che abbiamo fatto. Conosco persone che però hanno avuto pessime esperienze. Quindi dipende...

Questo periodo di Covid19 ha portato alla chiusura di tutte le attività live e molte band, per lo meno all'estero, stanno organizzando concerti in esclusiva streaming per la promozione dei loro album. Cosa ne pensi? Sarebbe possibile, quando si entrerà in una fase che lo permetterà, fare qualcosa del genere anche nel nostro paese?
Fabivs: Non ci ho mai pensato e sinceramente preferirei non pensarci. È inevitabile che dovremo adattarci in un modo o nell'altro a questa situazione anche sotto il profilo musicale. È vero, magari più che un "concerto" vedrei più sensato un playthrough. In ogni caso niente può surrogare un live con il pubblico, mi dispiace.

E su questo sono d’accordissimo con te.
Siamo quasi alla fine dell’intervista e la domanda è d’obbligo: Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Fabivs: Speriamo di poter tornare quanto prima su un palco vero con persone vere, lo speriamo davvero. Per il resto, visto anche il periodo, stiamo buttando qualche idea sul quinto album, ma ancora non posso dire nulla!

Fabivs, non mi resta che salutarti e ringraziarti per la bella chiacchierata. Ti lascio l’ultima parola da dedicare ai lettori di StaiMusic.
Fabivs: Grazie a te per la disponibilità! Un saluto a tutti i lettori e non temete, torneremo presto a sfondarvi i timpani con del sano Roman Death Metal.
Tag: death metal, metal emergente, ade, intervista
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