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Jazz

L'incontro fra tradizione musicale nera e bianca, una esplosione di improvvisazione musicale intensa e concentrata, estasiante e libera. Per orecchie raffinate, comodamente rilassate in un tipico café americano. La musica jazz é un trasporto di emozioni e una rigenerazione dell’anima sia che tu possa ascoltarla alla radio o direttamente all’umbria jazz festival. Le caratteristiche del jazz sono multiple, la principale comunque é che sia spontaneo. Fatti trascinare dalla storia del jazz e riscopri gli artisti e i musicisti che piú di tutti hanno esportato questo genere oltre il sud degli Stati Uniti.

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Il Jazz nasce nelle comunità afroamericane del sud degli Stati Uniti. Le caratteristiche che distinguono questo stile sono l'improvvisazione, il ritmo swing, la poliaritmia e la sensazione malinconica determinata dall'uso delle blue note. Questo genere che nasce da un incontro di tradizioni musicali africane ed europee, si è nel corso del tempo ulteriormente contaminato, evolvendosi in una gran varietà di stili e sottogeneri.

Non bisogna confondere il jazz con il blues, acnhe se entrambi hanno origine nel zone sud del Mississipi. Il jazz é piú strumentale, dove saxofono, il piano e a cornetta fanno da padrone nelle sonoritá e nelle parti solistiche, mentre nel blues é la chitarra slide che fa da protagonista insieme alla voce. Il fatto che poi molti musicisti mischiarono i due generi spinge a confondere i due generi propriamente definiti. Il jazz poi si sviluppó sopratutto nel nord degli Stati Uniti nelle cittá di Chicago e New York, mentre il Blues, regnó soprattuto a New Orleans e Memphis. Il jazz é comunque un genero spontaneo che nasce dall'anima dei musicisti e interiorizza le difficoltá del mondo esterno.

La nostra top ten dei migliori album jazz

KIND OF BLUE (1959)  MILES DAVIS
SAXOPHONE COLOSSUS (1956) SONNY ROLLINS 
KOLN CONCERT (1975)  KEITH JARRETT
ELLA & LOUIS (1956) ELLA FITZGERALD E LOUIS ARMSTRONG
A LOVE SUPREME (1964)  JOHN COLTRANE
MINGUS AH UM (1960)  CHARLES MINGUS
BITCHES BREW (1970) MILES DAVIS
STRAIGHT AHEAD (1961)  ABBEY LINCOLN
MADAR (1994)  JAN GARBAREK
GOOD DOG, HAPPY MAN  (1999) BILL FRISELL

2022-08-27

La rottura delle catene, le origini del jazz

Oggi vorremmo parlarvi di un genere musicale stupendo qual è il Jazz, vorremmo quindi analizzare un po' il lato storico di questo genere musicale. Fondamentalmente il Jazz è nato grazie alla tradizione degli schiavi afroamericani, in taluni casi anche indonesiani, importati in America, che durante i lavori forzati cantavano per alleggerire il lavoro, ma non solo. Data la necessità di mantenere una certa cadenza nelle lavorazioni, che molto spesso erano assai ripetitive, gli schiavi utilizzavano il canto per darsi il ritmo. Quando lavoravano in in catene, ad esempio per passarsi dei secchi pieni di macerie, trasportare dei materiali per la costruzione delle ferrovie, oppure quando si rendeva la necessità di martellare dei grossi pioli in gruppi di due o tre persone, per evitare di incrociarsi e farsi del male si prendeva il ritmo utilizzando appunto la musica. Questo tipo di canto pian piano si è poi ovviamente evoluto, mantenendo però sempre questo peculiare aspetto ritmico, particolarmente sincopato, che nasce appunto da pure esigenze lavorative, seppur in condizioni infelici che preferiamo certamente dimenticare.

Ufficialmente si inizia a parlare di musica Jazz, a livello solamente orale, nei primi anni del 1900. Se ne trova invece testimonianza scritta a partire dal 1910 in poi. Questo fatto determina la nascita del genere musicale propriamente detto, che inizia a fondersi con il già esistente Blues, fino a creare uno stile a sé stante. Il luogo di nascita del Jazz è molto spesso attribuibile al sud degli Stati Uniti, è infatti, probabilmente originario di stati come la Louisiana, in cui notoriamente c'era un grosso utilizzo di di schiavi africani. L'origine del termine non è affatto sicura, sostanzialmente Jazz vuol dire tutto e non vuol dire niente. Alcuni storici fanno risalire la parola Jazz, scritta come Jass, a una sorta di slang francese che potrebbe voler dire gracchiare o fare rumore. Questo probabilmente a ribadire quasi che questo nuovo genere, così diverso dalle musiche tradizionali, era all'inizio visto in maniera negativa. La non convenzionalità veniva confusa con il rumore, quindi fu definito fracasso e addirittura musica cacofonica. Possiamo presupporre che l’analisi sia corretta, visto che i paesi di nascita del Jazz erano fondamentalmente francofoni, quindi si parlava la lingua francese delle colonie francesi africane e non l’americano. I brani Jazz sono caratterizzati da lunghi assoli, effettuati inizialmente con le scale pentatoniche blues, per poi evolversi in scale particolari, derivanti dal primo e dal quarto modo della scala convenzionale maggiore, talvolta con variazioni tonali che le rendevano ancora più particolari. Ma quali sono in effetti i musicisti Jazz che hanno definitivamente consacrato questo genere? A livello mondiale possiamo sicuramente citare Duke Ellington e Louis Armstrong, possiamo poi nominare mostri sacri come Miles Davis e John Coltrane. Negli anni successivi poi abbiamo conosciuto artisti come Chick Corea e Pat Metheny. Ovviamente il Jazz negli anni si è evoluto, prima in Be-Bop e poi in generi moderni come la Fusion. È comunque sempre utilizzato come genere di base, ad esempio viene utilizzato anche per per creare delle contaminazioni, come per lo Swing.
Tag: jazz, grandi jazzisti, afroamericani, stati uniti, schiavismo, liberazione
2022-05-27

I 10 piú grandi jazzisti di tutti i tempi

Tempo fa parlavamo del Jazz in generale, per cercare di mostrarvi uno spaccato, sia pur marginale, di questo splendido genere americano. Oggi parleremo dei 10 artisti Jazz più grandi di tutti i tempi.
10. Scott Joplin. Il Jazz trae le sue origini nel Ragtime ed uno dei primi pionieri del genere fu Scott Joplin. Di origini texane, Joplin era un pianista di prim’ordine, lo ricordiamo principalmente per la sua stupenda Maple Leaf Rag del 1899.
9. Original Dixieland Jazz Band. Di New Orleans, la culla del Jazz, furono una delle prime band della città ad entrare nella storia. Formata nel 1916, era composta dal batterista Tony Spargo, dal trombonista Daddy Edwards, dal clarinettista Larry Shields e dal pianista Henry Ragas. Il loro pezzo Livery Stable Blues, del 1917, è stato il primo singolo mai pubblicato nel genere.
8. Louis Armstrong. Anche conosciuto come Satchmo, ha posto il suo marchio indelebile sulla musica con le sue abilità nel suonare la tromba. Il West End Blues è stato riconosciuto come una delle 500 canzoni che hanno dato vita al rock and roll moderno. Senza Armstrog nessuno riuscirebbe ad immaginare come sarebbe la musica oggi.
7. Duke Ellington. Innovatore e sperimentatore, ha sempre continuato a far evolvere il genere per portarlo a nuovi livelli. Lo ricordiamo nel 1932 It Do not Mean a Thing, ed il suo ultimo successo: Boo Dah del 1953.
6. Monk Thelonious. Nato in North Carolina nel 1917, Monk fu pioniere di quello che sarebbe diventato noto come Bebop. Alcuni dei suoi lavori sono Ruby, My Dear e Round Midnight.
5. Dizzy Gillespie. Se Monk era uno dei re del Bebop, Gillespie era il vero innovatore di questo stile. E’ stato uno dei più grandi trombettisti, che ha lasciato un'impronta sulle sonorità Jazz difficile da dimenticare. La carriera di Gillespie ha attraversato sette decenni, lasciandoci perle come Salt Peanuts e Manteca.
4. George Benson. Benson è uno dei più influenti Jazzisti del nostro tempo e il suo lavoro è classificato tra i migliori del genere. Nel 1976, il suo album Breezin' divenne un grande successo, portando a casa un Grammy Award. Da lì è nata una fusione tra Jazz e R&B che avrebbe cambiato per sempre il volto della musica.
3. David Sanborn. Il sassofono è un segno distintivo della musica Jazz, che nessuno ha suonato meglio di Sanborn. Iniziando come session player negli anni '60, Sanborn ha pubblicato i suoi dischi dal 1975, come ad esempio Hideaway. Ha dominato la scena degli anni '80 e '90, collaborando anche con il pianista Bob James.
2. Tito Puente. E’ stato l’innovatore che ha portato l'influenza dei ritmi latini sul Jazz. Puente, classe 1923 , era il leader del Jazz afro-cubano. Alcuni dei suoi più grandi successi sono: El Rey Del Timbal e The Five Beat Mambo.
1. Miles Davis. Nato nel 1926, maestro nella tromba, flicorno e pianoforte, Davis ha fatto tutto, e non c'era nessuno sulla scena che avesse la sua versatilità. Ricordiamo Petits Machins e Go Ahead John.
Tag: jazz, grandi jazzisti, miles davis, tito puente
2022-02-20

La musica afrosiciliana: Nick La Rocca e il primato del jazz

Al tempo in cui New Orleans sarebbe di lì a poco diventata la patria del jazz, la sua popolazione di 240mila abitanti circa vedeva circa trentamila siciliani, salpati dall’isola alla volta delle terre promesse americane. Tra questi vi era un ciabattino di Salaparuta, in provincia di Palermo, tale Girolamo La Rocca, suonatore di cornetto che aveva trasmesso la passione per la musica al figlio James Dominick. Il padre lo avrebbe voluto dottore, ma Dominick aveva tutt’altra propensione: “Nick” La Rocca sarebbe stato il fondatore, nel 1909, della ‘Original Dixieland Jass Band’, la prima orchestra jazz mai esistita e che nel tempo avrà tra i suoi membri anche musicisti di gran pregio.

Il 26 febbraio del 1917, la Dixieland band si attesta un altro primato incidendo ‘Livery Stable Blues’, il primo disco jazz della storia. Due anni dopo, nel 1919, li troveremo a Londra al Savoy Hotel per i festeggiamenti in seguito alla firma del Trattato di Versailles, il patto che pose fine alla prima guerra mondiale. Il rientro a New York, l’anno successivo, fu trionfale. Dovettero tuttavia sospendere l’attività in seguito all’approvazione di leggi anti-jazz del 1925. Nick riprese la sua carriera solo nel 1936, ma per un breve periodo: nel 1938 la Dixieland venne definitivamente sciolta. La Rocca finì i suoi giorni da creatore del jazz nel 1961.

Nick e la sua ‘Original Dixieland Jass Band’ hanno portato il nuovo genere in giro per gli States e l’Europa, ma la storia della musica ha tendenzialmente dimenticato il contributo del siciliano nella nascita e nella diffusione dell’allora “jass”, che passa alla storia quasi esclusivamente come di matrice “nera”. Ma, come dice Je Maselli, direttore dell’American Italian Museum, in un’intervista rilasciata per il documentario ‘Da Palermo a New Orleans. E fu subito jazz’, ‘al tempo neri e siciliani stavano sempre insieme’. La Rocca, infatti, non fu l’unico siciliano a primeggiare in questo genere musicale: tra i tanti jazzisti dell’isola a New Orleans, basti ricordare Louis Prima, dalle canzoni a metà tra dialetto e inglese, che porterà inoltre al successo quel genere conosciuto poi come jive. Molti di loro non sapevano nemmeno leggere uno spartito ma avevano il dono dell’improvvisazione e il ritmo nel sangue.

Oggi questo straordinario musicista è ricordato, oltre che dal figlio Jimmy che non lesina di rivendicare i meriti del padre, dalla rassegna Jazz che si tiene annualmente in settembre presso San Giorgio a Cremano, dal nome “Nick La Rocca Jazz Festival”, che vede la partecipazione di artisti italiani ed europei.
Tag: jazz, dominick, original, dixieland, jass, band

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