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Jump up

L'anticipazione del drum and bass, forte ed energica senza ricorrere a tutta quella velocità e a quei raddoppi, senza giri barocchi. La musica jump up si alza presto, prima dei colpi finali di una serata a base di ritmi doppi per dare il colpo di grazia, arriva e si prende poco sul serio. Volto leggero della drum’n’bass che dagli anni Novanta i suoi wobble e loop animano le feste e coinvolgono anche i cugini della musica rap. Questa notte svagati nella musica jungle, lascia perdere la foga della presenza nell’arena del ballo, e perditi nella tra il basso potente, batteria semplice e tanta voglia di fare rave assieme a Dj Hazard, Aphrodite, Ed Rush e Nero, e tanti altri.

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2020-07-06

Jump up come antistress

Svolazzando tra generi musicali e stati d'animo, questa sera, una sera un po’ strana, strana e adrenalinica, metto su le mie intenzioni migliori e un po’ di jump up, musica sulla quale sembra davvero impossibile fermarsi.
Ho conosciuto la jump up vagando tra i social network: qualcuno aveva postato una playlist di Drum'n'Bass e si domandava cosa fosse il Drum'n'Bass senza un po’ di Jump up nel mezzo. Lo definivano anche come un genere in procinto di scomparire per una morte lenta, e forse nel mondo dei grandi numeri è un po’ così, nonostante ci sia ancora chi si diverte a farsi dare la carica dai suoi ritmi scatenati. Il ritmo che caratterizza il jump up è minimale e con poche variazioni, e a farla da padrone sono strumenti come la batteria e il basso, dai giri potenti e ipnotici. La sua storia è strettamente legata a quella del Drum'n'Bass: è un po’ come l’uovo e la gallina, non si capisce quale dei due generi sia venuto fuori prima, ma quello che è certo è che spesso chi si occupa di uno dei due, si occupa anche dell’altro. È il caso di Aphrodite, conosciuto anche come Gavin King o A Zone, uno dei più importanti produttori e Dj britannici di jungle, drum and bass e, immancabilmente, di Jump up, genere di cui è considerato non solo pioniere ma anche autore dei suoi pezzi migliori.

Normalmente non sono una cultrice di questo genere, che trovo un po’ ripetitivo ed insistente, per non dire fastidioso. Una volta, però, qualcuno mi ha detto che ciò che ci infastidisce è spesso ciò che più ci da la carica, quello che fa scattare la molla e reagire. Oltre che trovare questa cosa molto interessante per il mio modus vivendi – passato da perennemente incazzata a perennemente carica di energia, ovviamente –, ho esteso questa filosofia anche nel campo musicale. È così che mi ritrovo a ballare jump up mentre faccio le pulizie di casa, mentre percorro la strada che mi porta a lavoro o ancora quando fisso l’armadio e non so cosa mettere per il mio appuntamento importante. E sono arrivata ad una conclusione: dopo un apparente aumento dell’insofferenza, mi ritrovo a twerkare e farmi le smorfie allo specchio a suon di musica, dimenticando un attimo la mia ansia.
Si, ho decisamente trovato la mia musica antistress.
Tag: jump, up, drum, bass, antistress

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