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Artista: Amon Düül II Album: Carnival in Babylon


Anno: 1972
Tempo: 0:0-1

La Recensione Critica di Carnival in Babylon degli Amon Düül II


Gli Amon Düül II sono stati uno dei gruppi più innovativi e sperimentali della scena rock underground tedesca degli anni '70. Tra i loro album più celebri c'è sicuramente Carnival in Babylon, pubblicato nel 1972. Questo lavoro è stato una pietra miliare del rock progressivo e della psichedelia, grazie alla sua straordinaria miscela di suoni elettronici, vocali e strumentali, provenienti da diverse tradizioni musicali. In questa recensione critica di Carnival in Babylon, esploreremo nel dettaglio i suoi punti di forza e i possibili limiti, alla luce di ciò che gli Amon Düül II hanno rappresentato per la storia della musica.
Il genere musicale degli Amon Düül II è stato definito krautrock, un termine che fa riferimento alla scena musicale di Düsseldorf, Francoforte e Berlino degli anni '70, caratterizzata dalla ricerca di nuove sonorità e di nuove forme di espressione artistica. In Carnival in Babylon si percepisce l'influenza di diversi stili, come il free jazz, la musica indiana, la musica classica e il rock'n'roll, ma senza mai perdere l'originalità e l'audacia che contraddistinguono gli Amon Düül II.
Le prime due tracce dell'album, Cerberus e The Return of Ruebenoff, sono un ottimo esempio di come gli Amon Düül II abbiano saputo unire la forza del rock e la sperimentazione sonora. In particolare, Cerberus si apre con un lungo assolo di sassofono, che sfocia in un riff ipnotico di chitarra elettrica, accompagnato da un coro tribale. The Return of Ruebenoff invece è una ballata psichedelica, caratterizzata dalla voce sognante di Renate Knaup.
Tra le altre tracce di Carnival in Babylon che meritano di essere menzionate, c'è sicuramente All the Years Round. Questa canzone ha un ritmo incalzante, arricchito dai virtuosismi del flauto di Chris Karrer e dalla potenza della batteria di Peter Leopold. Imperial Disaster, invece, è un brano più melodico e malinconico, che si sviluppa in modo progressivo, con nuove sfumature sonore che si aggiungono di volta in volta.
Nonostante Carnival in Babylon sia un album di grande qualità, alcuni critici hanno evidenziato alcune limitazioni, soprattutto per quanto riguarda la sua coerenza interna. Infatti, ci sono momenti in cui sembra che gli Amon Düül II abbiano voluto inserire troppe idee in un unico brano, creando una sorta di confusione sonora. Inoltre, alcune tracce, come In the Glass Garden o Tables are Turned, potrebbero risultare meno incisive rispetto ad altre, nonostante il loro potenziale.
In ultima analisi, Carnival in Babylon degli Amon Düül II è un album imprescindibile per chi ama il rock sperimentale e la psichedelia. La sua musica è stata e continua ad essere un'ispirazione per molti artisti successivi, anche al di fuori del contesto krautrock. Nonostante qualche incertezza, questo lavoro resta un capolavoro di creatività e innovazione musicale, grazie alla maestria degli Amon Düül II nel creare un'atmosfera unica e coinvolgente, capace di trasportare l'ascoltatore in un mondo di suoni e di emozioni.