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Artista: Cabaret Voltaire Album: The Covenant, the Sword and the Arm of the Lord


Anno: 1985
Tempo: 0:0-1

Cabaret Voltaire: Il genio musicale di The Covenant, the Sword and the Arm of the Lord


Se sei un amante della musica sperimentale, della new wave e dell'elettronica, devi assolutamente conoscere Cabaret Voltaire. Questo gruppo di Sheffield (UK) è stato fondamentale nella scena musicale degli anni '80, offrendo musica innovativa e unica. In questo post, voglio condividere la mia opinione critica sull'album The Covenant, the Sword and the Arm of the Lord. Scoprirai cosa rende questo lavoro un capolavoro, perché dovresti ascoltarlo e alcune mie considerazioni personali sull'opera del genio Cabaret Voltaire.
Prima di deliziarti con la mia opinione su The Covenant, the Sword and the Arm of the Lord, lasciami farti una breve descrizione del gruppo e del loro sound. Il trio di Cabaret Voltaire era composto da Richard H. Kirk, Stephen Mallinder e Chris Watson. Nel 1978 hanno pubblicato il loro primo album (con il titolo proprio del loro nome) che rappresentava una svolta nella musica elettronica grazie a tecnologie di sintesi e di campionamento dell'epoca. Il loro stile unico, caratterizzato da ritmi aggressivi e visionari, suoni oscuri e stridenti, testi critici e politicizzati, ha influenzato numerosi artisti successivi. The Covenant, the Sword and the Arm of the Lord, uscito nel 1985, è considerato il loro album più commerciale, ma senza perdere l'incarico di ottimo lavoro sperimentale.
La prima canzone dell'album, L21ST, è un pezzo strumentale che comincia con un ritmo spettrale e si sviluppa in un crescendo effervescente, con sirene sintetiche che si intrecciano in modo frastagliato. Un'opera quasi futuristica, colonna sonora perfetta di un film distopico. Successivamente, il brano The Operative con la sua essenzialità solare e lirica, fonde sapientemente le corde del funk con il synth pop e il ritornello Jump! rimane impresso a lungo.
Altrettanto interessante è la controversa canzone Talkover che, come indica il titolo, è un mix di voci campionate e registrate dall'artista. Le voci che si sovrappongono sono quelle delle trasmissioni televisive e radiofoniche, il cui contenuto è orientato in modo politico o culturale. La ribalta mediatica, la propaganda, il potere della televisione e l'impatto dei mezzi di comunicazione di massa sono temi centrali della canzone, così come dell'album in generale.
Il quarto brano, Kickback, con il suo inconfondibile riff di basso e batteria martellanti, è un pezzo perfetto per ballare in uno stile elettronico molto personale. Il sample della serie televisiva di Star Trek al centro del mix armonizza l'aspetto tecnologico del futuro con la nostra attuale tendenza alla disumanizzazione.
L'ultima traccia, The Arm of the Lord, è un brano di nove minuti che rappresenta l'apice dell'album. Un mix perfetto di elettronica, canzoni, spoken word e drum machine, hanno fatto capire al pubblico l'enorme potenziale del gruppo. Questa canzone è rimasta impressa nella storia della musica elettronica come un classico assoluto.
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Come puoi vedere, The Covenant, the Sword and the Arm of the Lord è un'opera d'arte che merita di essere ascoltata. Cabaret Voltaire ha fatto un lavoro straordinario nel creare un'atmosfera unica e suggestiva, con suoni innovativi e testi provocatori, mantenendo l'energia che ha fatto della band una delle migliori del genere EBM e avant-garde. The Covenant, the Sword and the Arm of the Lord è un album che dimostra l'intelligenza e la creatività del mondo musicale in un preciso momento storico, lasciando una traccia indelebile nella scena musicale degli anni '80. Personalmente, ritengo che questo album sia una scelta perfetta per gli amanti della musica sperimentale e per chi cerca qualcosa di innovativo e non convenzionale. Se non l'hai ancora sentito, fallo subito e sarai conquistato dalle innumerevoli suggestioni di questo capolavoro della musica elettronica.