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Il sogno elettronico di Matrix

Siamo schiavi delle macchine e della tecnologia, il nostro sguardo fisso su uno schermo; Matrix e il suo mondo cibernertico non ci hanno insegnato niente, solo la voglia di essere dominati.
Ultimi gruppi aggiunti alla playlist: Rob Dougan, Rammstein, Whourkr, Daft Punk, Bjork
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2021-03-19

Black Mirror - gli occhi della tecnologia

Geoff Barrow, musicista dei Portishead, normalmente tratta male gli argomenti e i suoi follower di Twitter, é rude e grezzo nelle sue frasi. Il suo ultimo tweet invece ci da una notizia buona, ci dice infatti che sará lui con Ben Salisbury il creatore della colonna sonora della terza serie di Black Mirror. Questo ci dimostra una volta di piú quanto é unito il legame fra tecnologia, musica elettronica e arti visive. Da Matrix ai tentativi di David Lynch questi tre elementi ha sempre sviluppato concetti mano nella mano. Il nuovo prodotto di Geooff Barrow sará sicuramente, secondo la tradizione, qualcosa di oscuro, fantastico e accattivante.
Tag: musicalettronica, futurotecnologico, macchinealcomando, matrix, strano
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2021-01-03

Elettronica che si veste

Si chiama wearable technologies, e noi ci dovremo abituare a questi termini, visto che é un mercato che presto sfonderá. Presto saremo pieni di codici di linguaggio binario, altro che tatuaggi. Dagli orologi Apple Watch, agli occhiali Google Glass, per non parlare di chip sottopelle, portafogli intelligenti, chiavi chiacchierone, vestiti mutanti, etc...Moda e tecnologia saranno sempre di piú connesse, sia nella vita di tutti i giorni sia nei casi di lesioni fisiche, dove ci sostituiranno interamente. I vestiti si adatteranno sempre di piú alle nostre improvvise necessitá, pioggia torrenziale o sole asfissiante, ci copriremo di tecnologia finché abbatteremo definitivamente il confine fra corpo e macchina diventando dei veri e propri cyborg.
Tag: nuovetendenze, moda, matrix, ritornoalfuturo
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2020-10-11

Verdi idee senza colore

Redatto all’inizio del 1400, il manoscritto Vonynic è il cruccio di matematici e linguisti da oltre cinque secoli. Un codice illustrato, scritto in una lingua sconosciuta le cui lettere sembrano derivazioni di antichi alfabeti ormai scomparsi dall’uso, ritrae nelle sue pagine piante altrettanto sconosciute e potenzialmente esotiche a cento anni dalla scoperta dei nuovi continenti. Un’opera d’ingegno combinatorio che secondo alcuni non è altro che un’abile perla artificiale da vendere a caro prezzo a vari reali europei, vanto di collezioni private condite di polvere secolare. Come si può comporre 204 pagine di parole casuali? Nel 1550 Cardano sembra spiegare il mistero del Voynich con la sua griglia steganografia: crittografia ludica e informatica tardo rinascimentale. Ma non finisce qui. Nel 1664, lo scrittore e filosofo britannico John Wilkins mette a punto un linguaggio artificiale che in quaranta categorie basta a descrivere tutto lo scibile. Questo idioma si basa sulla combinazione sequenziale di lettere, che agglutinandosi come alcune lingue asiatiche riempirebbero enciclopedie e vocabolari. Il linguaggio binario è proprio una forma di lingua agglutinante, la più usata dell’epoca moderna, ipotizzata nel 1705 dal filosofo e matematico Gottfried Wilhelm von Leibniz, liberamente tratta dai 64 esagrammi del Libro dei Mutamenti (I Ching). Ci vorranno altri 150 anni prima che Boole, a metà ‘800, la trasformi nella base della moderna informatica. Solo per gioco, truffa o desiderio di conoscere il futuro, sfogo di creatività o attacco di scienza, per la musica delle dodici note - anche solo per caso – presenza e assenza, rumore e silenzio rispondono sempre.
Tag: manoscritto voynich, borges, filosofia, iching
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2020-09-07

La fine delle morti gloriose

La morte é l unico momento in cui sorridi. Questa frase letta su in ritaglio di giornale trovato su una panchina 3 giorni fa continuava a ripiombarmi in testa. Un messagio cupo, ma allo stesso momento speranzoso. Aveva innescato in me una serie di ragionamenti irrazionali e impossibili da fermare, fino alla conclusione che la mia vita aveva avuto poco senso fino ad adesso e, forse, solo una morte gloriosa mi avrebbe dato uno spessore che fin ora non avevo avuto. Come i sodati che si sacrificano in guerra andando verso una pallottola sicura o come i suicidi che decidono di immortalare proprio quel secondo del tempo e di quella data. Ma di morti gloriose oramai non se ne vedono piú, le guerre sono per i militari, i suicidi sono per chi fa casini finanziari, per chi perde il lavoro o per chi vuole essere un terrorista. Quindi, a pensarci bene, poche opzioni son rimaste, la cosa piú gloriosa che conosco, é rimanere nell´anonimato e essere un infelice succube del sistema. Anche la fantasia mi hanno tolto.
Tag: mortiinutili, finediunaera, suicididimassa, intrappolatonelsistema, matrix
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