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Heavy metal

L’heavy metal figlio duro e indisciplinato dell'hard rock. Estremizzazione in versione metallo pesante della chitarra elettrica. Le catene del metallo argenteo che contengono la violenza. Contagia tutti, il virtuosismo e le scale minori spazzano il mondo e si ramificano nei suoi sottogeneri e figli. Dagli arcinoti Iron Maiden, ai pionieri rinnegati Led Zeppelin, l’heavy metal thunder degli Steppenwolf urla che sei nato per essere selvaggio, Born to Be Wild, e per un momento respiri il sapore del vento cavalcando una moto nata vecchia. Grezzo, Black Sabbath, distorsione e amplificatore al massimo, non senti feedback, solo muro di sprezzante suono. La musica metal ha una lunga storia passionale e piena di affiliati

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2021-09-06

Live Report: Ram - Fate un salto anche voi al fantastico live che si è tenuto al Dedolor

Stasera mi sto dirigendo al Dedolor Music Headquarter di Rovellasca, sala prove barra studio di registrazione barra area da concerti nato dalla straordinaria passione per la musica metal del proprietario Gabriele Lorenzi.

L’occasione per me è particolarmente ghiotta, sul palco del DMH si esibiranno i RAM, una delle band portabandiera di quella meraviglia che è la NWOTHM. Per il loro tour promozionale del nuovo The Throne Whitin saranno accompagnati dai tedeschi Vulture e dai, per me fino a stasera sconosciuti, Indian Nightmare. Spingo verso la destinazione la mia carrozza mentre dalle casse viene sputato fuori a livelli da arresto per il disturbo della quiete pubblica l’ultimo album della band svedese. Manco un paio di volte l’ingresso della vietta buia che conduce al parcheggio del Dedolor ma arrivo comunque in leggero anticipo giusto giusto per mischiarmi un po’ alla plebaglia accorsa a seguire questa bella serata di classico metal spacca culi. Capelli lunghi, cinture borchiate, gilet ricoperti da petch di gruppi che ai più non dicono niente... mi sento a casa.
Non ero mai stato in questo… locale? No, il Dedolor non è un locale, ricorda tanto quelle situazioni underground tipiche del periodo più magico del genere… cose che ormai si vedono solo nei video nostalgici su youtube.

Mentre aspetto l’inizio del concerto scambio due chiacchiere con alcuni metalhead, e tra una battuta su Ozzy e un commento cattivo su Gene Simmons quasi ci perdiamo l’inizio del live.
Prendo velocemente posizione mentre i quattro membri degli Indian Nightmare guadagnano le loro posizioni sul palco.
Come dicevo non conosco la band, ma quello che vedo mi piace tantissimo, un look fantastico che è un perfetto mix di quello che è stato visivamente il metal negli ultimi quarant’anni. Capelli lunghi, cotonati e colorati, borchie, pelle, corpse-paint, pantaloni attillati, stivali a punta d’ordinanza. E’ tutto fantastico.
Sono ancora ammagliato quando la violenza dello speed and heavy delle due chitarre mi riportano a bordo palco. Il locale è attraversato dalle bordate delle sei corde, accompagnate dalla serrata sezione ritmica tutta italiana. Sono ansioso di sentire l’approccio vocale del frontman messicano Poison Snake e quando inizia rimango sorpreso dal suo ruggito potente e aggressivo alla Tom Araya alternato ad acuti che fanno rizzare i capelli.
Dopo pochi riff sono già un loro fan. La band con il suo carisma, nonostante la scarsa affluenza ci regala uno spettacolo da urlo. Si sbattono, si agitano e rockeggiano come se d’avanti avessero una platea da palazzetto.
Finita la setlist il pubblico è all’unanimità conquistato, a dimostrarlo la corsa al tavolo del merchandising per comprare il vinile del loro ultimo lavoro By Ancient Force che anch’io ho fatto diventare parte della mia collezione.

Ancora carico per la prestazione degli Indian Nightmare mi dirigo al bancone per buttare giù un po’ di nettare degli dei per caricarmi ulteriormente.
I prossimi ad esibirsi saranno i tedeschi Vulture, anche loro usciti da poco con il nuovo album Ghastly Waves & Battered Graves e mentre butto giù l’ultimo sorso di birra sul fondo della mia media vedo prendere posizione sul palco la band teutonica dedita anima e corpo al culto dello speed metal più spinto e genuino.
Ringrazio l’oste per la compagnia e mi dirigo davanti ai cinque metalhead che sono pronti a partire. Il sound crudo e diretto della rullata che dà il via al concerto ci assesta il primo diretto in faccia, seguito da un altro mozzafiato uno due non appena fanno il loro ingresso le zanzarose chitarre di Genozider e Outlaw. Il colpo di grazia ci viene sferrato dalla disturbante voce dell’indemoniato singer Steeler. Nel loro set i cinque avvoltoi danno vita alla loro sceneggiatura carica di ottimo thresh metal che trasuda anni Ottanta dal primo all’ultimo riff. Guardandomi attorno vedo solo facce estasiate tra gli headbanging che hanno da poco iniziato ad affliggere le vertebre cervicali dei presenti. Il concerto fila velocissimo e potentissimo alternando pezzi del nuovo album e del debut del 2017, quel The Guillotine che fece conoscere la band ai metallari più incalliti. Alla fine della loro performance rimane solo una gran soddisfazione per lo spettacolare a cui abbiamo potuto assistere.

Mentre mi riprendo dalle frustate dei Vulture sorseggiando quella che probabilmente sarà l’ultima birra della serata, mi faccio ancora un giro al banco del merchandising per fare i complimenti ai membri delle due band che si sono già esibite. Faccio in tempo a scambiare giusto due chiacchiere con Poison Snake che i membri dei Ram fanno capolino da dietro il tendone con impresso il loro logo. Torno a prendere posizione e mi accorgo che l’audience è visibilmente aumentato rispetto all’inizio del concerto. Si spengono le luci e i cinque di Göteborg si fanno avanti per dare inizio al massacro. Si parte con la solenne e marziale Return of the Iron Tyrant tratta dall’album Svbversvm, il brano è proprio come dovrebbe essere una canzone d’apertura, super incazzata e coinvolgente. Per tutto il brano veniamo incantati dagli assoli in stato di grazia della coppia Granroth/Jonsson che corrono per tutto lo stage. Si prosegue velocissimi, il mood di metà 80 si rinfiamma con la successiva Eyes of the Night che con la sua forza scatena nuovamente lo scapocciamento dei presenti. Si arriva finalmente ai pezzi del nuovo album, The Trap e la prima canzone di The Throne Whitin che ci viene presentata dai RAM, il pezzo è duro e veloce al punto giusto con un ritornello che la rende subito un inno. Dopo l’epica Gulag arriva Blades of Betrayal, la canzone è diretta e non dà un attimo di tregua al pubblico che in coro canta il ritornello a squarciagola. E’ tra le note di Defiant che mi accorgo che a fare headbanging sotto il palco con me è arrivato anche il cantante degli Indian Nightmare e la cosa mi fa capire come in fondo siamo tutti fan.
Ancora pezzi nuovi con Violence (Is Golden) seguita dall’epica Ravfell che danno il là alla parte della setlist dedicata ai pezzi più datati. Si parte con la solida The Usurper che con il suo mid-tempo un po’ retrò ci fa rifiatare un attimo. Segue la doppietta tratta dai primissimi lavori della band: Machine Invaders e Infurior che arriva direttamente dal loro primo EP del 2003 Sudden Impact. Ci stiamo divertendo tutti un sacco e lo dimostriamo con tutta l’energia che abbiamo in corpo. La band, spinta da questa forza, ci regala una performance che rimarrà sicuramente impressa a tutti i presenti. Chiude la setlist il mid-tempo di Spirit Reaper che con il suo ritornello melodico e malinconico ci conduce per mano alla fine del concerto.
La band ci saluta dal palco, ma noi non siamo ancora pronti ad andarcene e invochiamo a gran voce ONE MORE SONG. Dopo pochi istanti i cinque arieti escono di nuovo e partono con la potentissima Sudden Impact che ci riconduce in un ultimo headbanging sfrenato che coinvolge per l’ennesima volta tutto il pubblico presente.

Finisce la canzone. Si accendono le luci. Come molti dei presenti non me ne andrò subito ma starò qui ad aspettare di fare due chiacchiere con la band… da fan a fan.

MIA PLAYLIST DELLA SERATA
Indian Nightmare - Yang Taram Terampas
Indian Nightmare – Fire Meets Steel
Indian Nightmare – Serpents Eye
Indian Nightmare – Incursions Of Death
Vulture – B.T.B. (Beyond the Blade)
Vulture - Stainless Glare
Vulture – Vendetta
Vulture – Victim To The Blade
Ram – Blades of Betrayal
Ram - Spirit Reaper
Ram - Return of the Iron Tyrant
Ram – Ravnfell
Ram – Gulag
Ram – The Trap
Tag: Metal, Live Report, Ram, Vulture, Indian Nightmare, NWOTHM
2021-09-02

Come non fare la figura del pivello nel mondo della musica metal.

Un avventura complessa e eccitante nel mondo dell’heavy metal e dell’hard rock.

Prima di iniziare.
Per essere un metallaro devi ascoltare tanta musica heavy metal, solo o in compagnia, ti deve entrare nelle vene, deve essere la tua ispirazione e deve essere l’aria che respiri. Oltre a questo, devi leggere tanto, biografie, aneddoti, episodi, storie sui grandi del metal, i mostri sacri del Metal, da Jimi Hendrix a Kurt Cobain, devono essere la tua bibbia, i tuoi modelli di riferimento, i tuoi idoli, diffida delle imitazioni, adora gli originali, soprattutto esplora anche gli stili più estremi e meno classici. Nella tua fase di iniziazione, ovviamente, frequenta concerti, dove devi solo muovere un po' la testa o sfogare la tua rabbia nel pogo; puoi anche andare da solo, nel mondo metallaro non esistono leggi. Visita un cimitero, magari con la pioggia, o di notte. Compra qualche vinile dei Led Zeppelin o degli Who. Testa il tuo atteggiamento: qualunque cosa succeda per te è normalità e sei adatto al contesto. Provoca una rissa, partecipa a una rapina, ruba in un negozio, sporca la tua fedina, ma senza esagerare, non devi marcire in prigione, ma devi abituarti a sguazzare negli ambienti metallari con naturalità, per cui devi vivere emozioni forti. Evita gli eccessi, soprattutto per le droghe. Non sono necessarie per vivere, sono solo utili per morire e autodistruggerti. Quando non sai cosa fare, butta giù due righe o due rime infernali e mefistofeliche, scrivi le tue idee, dà loro valore, pensa a cose alternative e sadiche, non fermarti alle abitudini standard, fai degli schizzi, dei disegni gotici e dark, magari appendili in cameretta, per abituarti al sangue e al trash, per far capire a tua mamma di stare lontana dalle tue zone d’influenza satanica.

Il locale metal
Sei un duro, qualunque cosa succede prima e dopo il locale metal, sei un duro e ti muovi d’istinto, sei imprevedibile, matto e rispondi alle provocazioni con stravaganza, ma con decisione. Vivi al limite, non hai muri che ti chiudono o porte, al massimo le spacchi e entri. Ti pisci addosso, non succede niente, sei un metalluzzo puoi fare questo e altro, stai dimostrando che il tuo spirito è punk. In generale sei amico di tutti anche se mantieni lo sguardo su tutti, non lo abbassi mai. Conosci barista e proprietario, sarà molto importante per avete qualche drink gratis e magari per iniziare a suonare live. Al boss proporrai di riempire la serata del martedì con il suono della tua band e farai un marketing e una promozione esagerata per riempire il locale. Per cui conoscere gente ti sarà molto utile. Fatti rispettare, ma col tempo diventa un punto di riferimento. Ricorda che il vestiario, l’atteggiamento, i capelli sono assolutamente essenziali, saranno il tuo brand, la tua forma di essere, il tuo stile.

Comprare una chitarra
Quando entri in un negozio di musica vedrai gente di tutti i tipi, ma, sempre e costantemente, se non sei un tipo che se la mena, ti appariranno come se tutti ne sanno più di te. Non farti prendere dal panico, utilizza alcune tecniche e ascolta alcuni consigli per non far la figura del babbone. Devi sapere che nel mondo artistico se non te la meni, se non sei sgarbato, se non metti in difficolta il tuo interlocutore non sei nessuno, vali zero. Devi preparati con anticipo, soprattutto se sei ancora vergine. Cerca di studiare manuali su tutto quello che concerne lo strumento e quello che gli gira intorno. Per esempio, se sei un chitarrista di musica metal, cioè vai al negozio per comprare una chitarra elettrica, devi conoscere ovviamente tutti i tipi di chitarre, i migliori amplificatori per chitarra, i grandi e virtuosi chitarristi, una spolveratina sul basso, plettri, corde, e non dimenticare gli effetti. Studia bene, non farti trovare impreparato e se non sei sicuro su una cosa devia la conversazione ma non confondere mai una Gibson con una Fender, sarebbe la tua fine. Quando entri nel locale fai prima un giro esplorativo nelle altre zone, tanto per scaricare la tensione, tipo la zona delle tastiere e delle batterie, lì non devi dimostrare nulla se qualcuno ti chiede qualcosa tu sei un cazzo di chitarrista e gli sputi in un occhio. Quando ti ritieni pronto, entra nella tua zona, lì sarai scoperto e vulnerabile. Dovrai prima dare uno sguardo a tutte le chitarre poi farti dare un consiglio tecnico da un venditore; fa’ che la domanda non sia base, fai vedere che hai studiato, e poi prova la chitarra. Questo è un momento delicato perché nel momento in cui inizierai a strimpellare quelle maledette corde avrai puntati tutti gli occhi di critica e strafottenti del negozio. Preparati quindi qualche pezzo e qualche assolo prima, che sia coerente con la tua età, cioè se hai 16 anni ok è tutto a posto puoi anche avere un pezzo semplice, per favore No Smoke On The Water dei Deep Purple, ma se hai già 20 anni sono cavoli tuoi il livello deve essere già alto, se no la figura del principiante è assicurata.

La sala prove
La sala prove deve essere la tua seconda casa, la tua prima cameretta, deve essere calda e accogliente, deve aiutarti a creare, per cui devi sentirla tua. Nel momento in cui suonerai e proverai coi tuoi amici devi far viaggiare la tua mente. Non andare in quelle salette che non ti permettono di bere birra mentre suoni. La precisione non ti aiuta a produrre. Rispetta sempre le strumentazioni e gli amplificatori, sono per te come una famiglia, come degli animali da compagnia. Per cui beviti la tua birretta, ma non versarla sul mixer. Fatti amico del proprietario e delle altre band che circolano nella struttura, vai un po’ prima e chiacchera con loro, e poi dopo l’estenuante prova rilassati con loro e scambia idee e impressioni. Nell’immediato e nel futuro possono essere fonti di informazioni interessanti. Immagina che uno di questi gruppi diventa famoso, tu li avrai conosciuti agli inizi. Il loro chitarrista ha avuto un figlio e li ha abbandonati, tu sarai la loro prima scelta. C’è un contest di band emergenti, tu ne sarai a conoscenza.

Il primo concerto
Situazione simile sarà il momento del primo check sound. Anche lì sarà un momento in cui avrai molte attenzioni e occhi addosso, dei gruppi “rivali, dei gruppi “amici”, del tecnico del suono e del suo staff, degli organizzatori dell’evento, e così via. Anche lì avrai dei dubbi nel momento di fare delle prove. Non puoi provare i pezzi che suonerai al concerto, perché sembreresti banale e poco creativo, però non puoi neanche rimanere con il plettro bloccato e far balbettare la chitarra. Devi poi provare il suon pieno, il suono stoppato, un assolino e gli acuti. Quindi qual è il consiglio? Anche in questo caso devi prepararti un mix di reef fra una cover ultra-ricercata e ultra-sconosciuta e un pezzo tuo, cioè un suono che sia già stato testato in passato da qualcuno, ma che nessuno evidentemente ricorda, e qualcosa che poi farai sentire al concerto, in modo che il reparto tecnico già comunque si abitui al tuo suono. Nell’assolo sarà la parte più difficile, ma se ti senti incerto non dovrai seguire il tempo, per cui puoi rallentare, smettere, scazzare, regolare un suono dell’amplificatore, cioè nel check sound hai sempre una via d’uscita dall’impiccio.
Tag: musica metal, concerto, live, chitarra elettrica, amplificatori, heavy metal, hard rock, metallica
2021-03-23

NWOTHM: Heavy Metal Never Dies

Negli ultimi anni si è visto sempre di più il proliferare di band che si rifanno a gruppi della scena metal anni 80, ragazzi che per omaggiare quel mitico movimento hanno iniziato a vestirsi, atteggiarsi ma soprattutto a suonare come si faceva in quegli anni ruggenti.
Questo ha portato alla nascita di una vera e propria scena underground mondiale nominata NWOTHM.


Ma per spiegare meglio cos’è la NWOTHM dobbiamo fare un passo indietro:
Alla fine degli anni 70, in quel di Londra, l’onda lunga del Punk stava ormai esaurendo la sua carica dirompente. Le etichette discografiche, che anche allora come adesso cercavano di sfruttare la moda del momento, iniziarono ad inondare il mercato con gruppi di poser del cazzo che dei punk avevano anche l’aspetto ma a cui mancavano l’atteggiamento e gli argomenti esplosivi tipici del movimento.
Ora, a mio avviso la cosa figa del Punk era proprio quella: testi incazzati e un atteggiamento ribelle come non si era mai visto prima ... e fanculo alla forma.
Quindi, se togliamo quelle che sono le caratteristiche fondamentali del punk cosa rimane?
Solo un gruppo di ragazzini mal vestiti che suonano di merda.
E’ in questo panorama desolante, che nell’underground inglese, cominciavano a muoversi i primi gruppi di adolescenti stufi di essere rappresentati da operazioni di marketing.
Con l’idea di fare qualcosa di diverso e di più esplosivo, misero insieme le prime Heavy Metal band.
Vennero alla luce gruppi come Iron Maiden, Saxon, Angel Witch, Diamond Head, Tygers of Pan Tang, ecc… Band che suonavano in modo eccezionale, a grandi velocità e con un atteggiamento che avrebbe terrorizzato qualsiasi Punk dell’epoca.
Nasce quindi quella che venne definita dal DJ Neal Kay, la New Wave of British Heavy Metal o più semplicemente, si fa per dire, NWOBHM.

All’inizio del XXI secolo, la riscoperta di certe sonorità portò molti metallari in erba a mettere in piedi gruppi per omaggiare quella musica, arrivando col tempo a generare progetti più maturi che portarono alla nascita di una vera e propria scena.
Questa venne appunto definita New Wave of Traditional Heavy Metal (NWOTHM).

So cosa state pensando a questo punto: la NWOTHM non è altro che una grintosa, esuberante riproposizione di suoni e stilemi vecchi di quarant’anni... e questo sarebbe un errore, perché a mio avviso c’è molto di più.
Questi gruppi, stanno riuscendo nel difficile compito di svecchiare un genere che ha coordinate stilistiche granitiche e religiosamente intoccabili, e lo stanno facendo contaminandolo con generi antecedenti in un continuo crossover tra Thrash, Hard Rock , Speed e classico Heavy Metal.

In conclusione: se amate l’Heavy Metal più Classico e se pensate che è dagli anni 80 che non viene prodotto qualcosa di decente, vi consiglio caldamente di provare ad ascoltare band come Enforcer, Black Trip, Cauldron, Hitten, Visigoth, Vanderbuyst, Night Demon… ma ce ne sono veramente tantissimi di gruppi eccezionali.

Vi assicuro che rimarrete ampiamente soddisfatti.
Tag: NWOTHM, heavy metal,
2020-08-06

Come ti divento il principe delle tenebre, una storia heavy metal

Tutti lo conosciamo come Ozzy, ma quando nasceva il 3 dicembre del 1948, a Birmingham, John Micheal Osbourne non sapeva ancora che sarebbe diventato il 'padrino dell’heavy metal' o ancora 'il principe delle tenebre'.

Cresciuto a suon di Beatles e con abilità da tuttofare, la passione per la musica si fa presto sentire e così, un giorno, attacca un annuncio in un negozio di dichi del suo paese: ‘Ozzy Zig requires gig. Owns own P.A.’, letteralmente 'Ozzy Zig cerca concerti. Possiede un proprio amplificatore'. A rispondere all’annuncio furono Tony Iommi e Bill Ward e, insieme a Geezer Butler, dettero vita a quello che sarebbe diventato il gruppo heavy metal per eccellenza: i Black Sabbath, nome con cui era conosciuto in America il film di Mario Bava 'I tre volti della paura'. Con la band e gli anni ‘60 arriva per Osbourne il successo, ma anche la droga, l’alcool e gli eccessi.

Dopo una serie di dischi vincenti, Never Say Die! segna il declino del gruppo; Ozzy intraprende allora un’altrettanto grandiosa carriera da solista, che lo consacrerà a padrino del genere heavy metal e tra i più grandi innovatori dello stesso.

Ma a renderlo leggenda basteranno i successi musicali? Come si guadagna l’appellativo di ‘Prince of the darkness’? Tantissime sono le leggende metropolitane che circolano al riguardo di Ozzy Osbourne, che al di là di ogni mitologia non ha mai lesinato atteggiamenti e trasgressioni che gli hanno procurato critiche e polemiche di gruppi religiosi e conservatori, oltre che problemi legali. Vediamo quali sono gli aneddoti più interessanti – o imbarazzanti - a proposito del 'Madman'. Nel 1968, al tempo in cui i Black Sabbath erano noti come ‘Earth’, Ozzy si verniciò di porpora dalla testa ai piedi per far colpo sul pubblico; non ottenne il risultato sperato, ma in compenso passò ore a sverniciarsi interamente. Altre voci vogliono che Thelma, la sua prima moglie, lo avesse trovato disteso sotto al pianoforte armato di fucile e coltello: aveva appena ucciso i suoi 17 gatti. Ma almeno, a quanto ne sappiamo, non aveva provato a mangiarli. Durante un incontro con i dirigenti della CBS, infatti, Ozzy portò due colombe da liberare a fine incontro per attirare l’attenzione dei capi. Peccato che, dopo aver liberato la prima, decapitò la seconda con un morso. E, a proposito di morsi non a lieto fine, l’episodio più noto ed eclatante riguarda un altro dei suoi particolari assaggi. Durante il concerto del 20 gennaio 1982, a Des Moines, qualcuno lanciò un pipistrello in carne ed ossa sul palco. Scambiatolo per un giocattolo, Ozzy gli staccò la testa con un morso. Come finì la storia? Con una corsa all’ospedale per una vaccinazione antirabbica!
Così nasce una leggenda di musica heavy metal, eccesso, violenza e puro metallo.
Tag: heavy metal, metal, ozzy, iommi, black, sabbath, musica metal
2020-07-24

Storie di musica metal, gli album dei Metallica.

Alzate le mani se anche a voi piacciono i Metallica! Non avevo dubbi. Sono il top della musica metal. L’articolo di oggi vuole mettere l'accento sulla polemica relativa al cambio di genere che, i The 4 horsemen hanno avuto a partire dal 1991, esattamente dopo la pubblicazione del cosiddetto Black album. Inizialmente i Metallica sono partiti con i primi tre album, di stampo Thrash metal, anche se Master of Puppets in verità è leggermente lontano dalle sonorità grezze degli inizi, si attesta come uno dei migliori dischi degli anni 80. E’ poi seguito dal capolavoro And Justice for all nel 1988, anche questo non è esente da polemiche, data la scomparsa totale del basso dalla registrazione a causa di una scelta creativa discutibile effettuata da Lars Urlich, ma questa è un'altra storia. E’ il turno di Metallica (Black Album, omonimo, ecc..) che segna una specie di linea di confine con tutto quello che avevano fatto precedentemente. Il black album può essere assimilato con una sorta di evoluzione naturale di And justice for all, anche come sonorità e come potenza del suono. Ma le polemiche nascono dopo, quando vengono rilasciati Load e Reload nel 1996 e nel 1997. Sono degli album caratterizzati da sonorità molto più leggere, con uno sgonfiamento del suono della chitarra e del basso, una musicalità molto meno d'impatto rispetto agli altri album. E’ curioso citare alcune dichiarazioni rilasciate da artisti famosi in merito a questi due dischi: il bassista dei Manowar Joey DeMaio, nel 2004, rispondendo alla domanda se lui ascoltasse i Metallica rispose: “Perché dovrei farlo? Non suono mica musica country!”. Ancora con il chitarrista degli Slayer Kerry King: “...non riconosco più quel gruppo! Chi sono i Metallica? Sono quelli che realizzarono Master of Puppets e Ride the Lightning?”. Ho voluto citare due interviste per dimostrare che la questione non fu solamente una polemica della comunità dei fan, ma di tutta la comunità musicale in generale. L'abbandono del bassista Jason Newsted, a parer mio fortunatamente, segnò una sorta di ritorno sui binari, con St. Anger, un album potentissimo, a tratti Hardcore, le quali linee di basso furono eseguite tutte dal loro allora produttore Bob Rock. Solo in seguito, per il merchandising ed il tour, ingaggiarono quello che poi è attualmente il loro bassista, Robert Trujillo mitico bassista dei Suicidal tendencies. Dopo St. Anger per i Metallica si ha quindi una ripresa di stile, riuscendo a riprendere quella fetta di metal che gli stava sfuggendo dalle mani, pubblicando altri tre album di cui possiamo citare l'ultimo: Hardwired... to Self-Destruct. Quest’ultimo è un capolavoro della tecnica sonora, una registrazione di prim’ordine, un'ottima esecuzione e qualità dei brani, che in alcuni punti riesce a riprendere anche qualcosa da tutti gli album precedenti. Personalmente riesco a trovare un po' di Kill em all ed un po' di Ride the Lightning, come un po' di Master of Puppets ed un po' di And Justice for all. L’ultimo album, con un bel basso molto presente, si rivela come un prodotto moderno, sicuramente potenzialmente fruibile anche alle nuove generazioni di metalheads.
Tag: musica metal , metallica, polemiche, rivalità
2020-07-21

Intervista agli Scala Mercalli, gruppo power metal italiano

Un progetto interessante e insolito, il power metal dei Scala Mercalli nel nuovo album che rappresenta una sorta di inno metal alla storia d’Italia. Per comprenderlo meglio prima e dopo l’ascolto, ne abbiamo voluto parlare direttamente con la band.

Come siete cambiati dal vostro album d’esordio fino al nuovo lavoro Independence?
(Sergio) Siamo cambiati molto anche perché ovviamente con l’età che aumenta, l’esperienza live accumulata, la visione dello strumento e della composizione cambiano… e speriamo soprattutto in meglio!! Oggi rispetto al primo album abbiamo anche altre tematiche che ci interessano di più e che riteniamo più utili trattare, soprattutto perché crediamo siano più utili a chi ci ascolta in questo periodo. In tutto questo anche qualche cambio di formazione ha aggiunto un ulteriore evoluzione della band.

Ci piace molto il concept risorgimentale del vostro nuovo lavoro Independence? Da cosa nasce questo amore per la storia?
(Sergio) La storia ci ha sempre affascinato sin dai primi lavori e demo tape, anche perché dobbiamo dire che di storia parlavano anche molte delle band con le quali siano cresciuti, infatti spesso nelle canzoni degli Iron Maiden, Saxon, Manowar e tante altre band degli anni 80 si parlava di storia. Noi ci siamo differenziati perché non parliamo delle storie di altri popoli, ma parliamo della nostra storia, quella d’Italia, quella che ci appartiene e che ci scorre nelle vene.

Quali sono i temi principali delle tracce di Independence? Come si lega al precedente album New Rebirth?
(Sergio) Indipendence e New Rebirth si legano perché in entrambi si parla sempre del periodo del risorgimento italiano, ma mentre nel precedente album abbiamo trattato soprattutto le tematiche del periodo dell’Unità d’Italia (1860, seconda guerra d’Indipendenza ecc..) questa volta siamo andati indietro ricordando quali solo state le prima battaglie e i moti rivoluzionari che hanno portato poi negli anni a seguire alla tanto desiderata libertà e unità nazionale. Infatti, qui si parte già dal 1815 quando il Re di Napoli Gioacchino Murat fece la prima guerra per l’Indipendenza d’Italia contro gli austriaci, passando poi per la dura lotta per la Repubblica Romana del 1849 che lotto contro i Francesci e papalini. Fino ad arrivare alla spedizione dei mille e trattare anche qualche episodio del brigantaggio. Un’altra cosa che a dire il vero può accumunare i due album, e il messaggio che sta dietro a tutto. Ritrovare nella storia dei nostri avi quei preziosi valori di libertà e unità nazionale che oggi un po’ ci mancano.

Alla luce di un nazionalismo da slogan propagandistico che ci propone la nostra storia contemporanea, come avete deciso di sviluppare i temi del Risorgimento?
(Sergio) La storia non è di nessun partito soprattutto quelle del risorgimento che è antecedente ai moderni schieramenti di Destra e Sinistra. Abbiamo volutamente trattato questo periodo storico oggi, proprio per far capire che a volte la politica serve solo a dividere, mente questo periodo storico sviluppa un forte senso di unità nazionale; infatti ricordiamo che tra regioni, città e paesi italiani anche dalle usanze diverse si sono sapute aiutare a vicenda superando ogni avversità e ostacolo imposto dalle armi delle potenze straniere. Non a caso infatti indossiamo le uniformi dei battaglioni che da nord a sud hanno lottato per la nostra libertà e unità.

Perché avete deciso di dedicare un intero album ai temi del primo Risorgimento italiano, che segue la scia di lavori come Hero of Two Worlds di qualche anno fa?
(Sergio) In primo perché il risorgimento è un periodo lunghissimo da trattare in un solo album, ma soprattutto perché come un po’ già accennato sopra, volevamo ricordare non solo le vittorie, ma anche alcune dure sconfitte che abbiamo subito negli anni antecedenti alla nascita d’Italia, perché far capire quanto è stata dura per il popolo arrivare alla libertà di cui oggi godiamo. Ci sono alcuni esempi che non dovrebbero essere mai dimenticati.

Cantando in inglese su palchi di tutto il mondo temi propri della storia italiana, e avendo scelto come nome la scala che misura i terremoti, come vi sentite a essere un po’ ambasciatori della nostra cultura e di un periodo di grande trasformazione e sconvolgimento per la nostra società?
(Sergio) Ci sentiamo onorati ad essere considerati tali, cantiamo e suoniamo quello che abbiamo dentro, quel legame forte con la nostra terra, quindi per noi è un grande privilegio girare i palchi italiani e internazionali per trasmettere la storia, la cultura e la musica made in Italy!

Come pensate possa essere recepito il vostro incoraggiamento a lottare per i propri ideali nel contesto culturale e sociale contemporaneo in Italia e nel mondo in generale?
(Giusy) E' quasi un dovere visto e considerato che la vita ci sta proponendo sfide sempre più dure! L'unica certezza sembra proprio la capacità di cercare il coraggio dentro di noi per andare avanti!

Cosa vi ha regalato l’esperienza di suonare su grandi palchi, anche accanto con alcuni dei principali rappresentanti del metal italiano?
(Giusy) Fratellanza e luce nonostante le mode e le tendenze musicali attuali in Italia!
(Sergio) è vero, quelli che sono diventati grandi nel difficile mondo del metallo italiano, hanno mantenuto un vero spirito di aggregazione e umiltà.

Data la portata dei vostri temi, che ne pensate della traduzione dei vostri testi per renderli fruibili a un più vasto pubblico italiano che in media conosce poco l’inglese?
(Sergio) a dire il vero ci abbiamo pensato, e ci stiamo organizzando per rendere pubbliche tutte le traduzioni dei testi.

Avete alle spalle una lunga carriera militando nel metal in Italia, come pensate possa cambiare questa scena in futuro?
(Giusy) Forse mi ripeto con questa risposta, ma the show must go on! Poi se ci saranno intoppi, pause, periodi brutti, ognuno di noi, se ci crede e se gli piace davvero, troverà sicuramente un modo per vivere, seguire la scena metal ed esprimersi in essa!

Quali sono i vostri progetti per il futuro?
(Sergio) stiamo pianificando più concerti possibili in Italia per coprire ogni regione, isole comprese, e anche qualche data all’estero. Inoltre ci stiamo organizzando per far uscire nuovi videoclip di altre canzoni. Seguiteci sul nostro sito ufficiale scalameraclli.com, su FB , youtube.

Un ringraziamento speciale a Sergio e Giusy, gentilissimi e pazienti, a Tarja e a tutta la ALPHA OMEGA Management per lo splendido lavoro che fanno per il metal italiano.
Se volete vedere e ascoltare i video della band entrate nella loro pagina, Scala Mercalli.
Tag: power metal, italia, scala mercalli, musica metal, risorgimento
2020-06-18

Intervista ai Lostair, gruppo emergente della musica metal italiana

Oggi intervistiamo i Lostair, un gruppo di musica metal che ci ha impressionato per il suono rapido, preciso, violento e melodico allo stesso tempo.

Cosa è cambiato con il nuovo album Ad Jubilaeum rispetto a Anguane?
Innanzitutto è cambiata la line up con un nuovo bassista e chitarrista, dal punto di vista musicale il sound è sicuramente più aggressivo e orientato sul thrash metal, Anguane invece è molto più heavy classico diciamo con qualche richiamo power. .

Hanno fatto anche a voi la proposta indecente di cambiare lingua e passare all’italiano per avere maggiori possibilità nel mercato nostrano?
No non abbiamo avuto nessuna proposta di questo genere

Come si è sviluppata la scena metal vicentina negli ultimi anni?
Sono nati molti gruppi soprattutto hardcore, djent e robe simili ma pochissime band riescono ad emergere .

In che modo vi sentiti tematicamente legati alle vostre origini?
Mah direi che musicalmente non abbiamo nulla da condividere con le nostre origini venete se poi il discorso lo estendiamo su tutta l’Italia ci sono molte band importanti per il nostro background culturale .

Cosa vi ha regalato l’esperienza live?
Tante esperienze e insegnamenti preziosi l’aspetto live per noi è fondamentale e dove ci sentiamo a proprio agio! .

Sono passati alcuni anni dal vostro precedente album Anguane, in cui le tematiche sono apparentemente distinte. Arte, peccato, mitologia e segreto, in che modo avete riportato o ripreso le riflessioni di questo album nel nuovo album Ad Jubilaeum?
Anguane racchiude molte tematiche ma è molto distante da AD JUBILAEUM non credo ci siano punti di incontro! .

Ad Jubilaeum è un album incentrato sulla religione. Alla luce dei forti contrasti contemporanei, mascherati da adesione a credo e fazioni, come avete deciso di sviluppare il vostro percorso narrativo, il vostro concept, in questo ultimo album?
Volevamo parlare di fede, religione cristiana e il suo potere negli anni senza scendere però nella banalità di essere fanatici o finto satanista che non siamo, esprimiamo il nostro punto di vista e una riflessione lucida sul cristianesimo e la figura del Vaticano attraverso canzoni legate tra loro da una tematica unica. .

La persuasione è un’arma sottile e affilata che la società in generale usa contro di noi, nella parola e nei testi. Qual è la vostra risposta a questo attacco che spesso non riconosciamo?
La persuasione si combatte con la concretezza e la propria forza interiore ma bisogna esserne consapevoli .

In che modo possiamo innalzarci se le nostre azioni tendono troppo spesso a essere determinate dal nostro emulare gli atteggiamenti comuni?
Credo che l’umiltà sia l’arma più forte che possiamo utilizzare in questo caso, se una persona vale il suo atteggiamento lo dimostrerà inoltre dobbiamo essere più altruisti e meno presi dal proprio egocentrismo. .

Un album incentrato sulla religione suggerisce una profonda spiritualità, offesa in qualche modo da un ordine innaturale che impone categorie. In che modo vivete la vostra spiritualità, o il sentimento di assenza della stessa?
Ognuno vive la propria spiritualità in maniera diversa diciamo che la cosa che ci accomuna è il fatto di non andare in chiesa a messa o robe simili, siamo abbastanza realisti nella vita non siamo gente che prega ma siamo gente onesta lavoratrice con famiglie io personalmente credo in una entità superiore ma non so se chiamarla Dio o Buddha o Allah .

Come è l’esperienza di collaborare con l’etichetta Revalve Records?
La Revalve è una buona label indipendente con ottime band, non possiamo lamentarci del loro operato inoltre abbiamo avuto buone proposte di booking. .

La traccia Trinity inizia con un testo letto, ci raccontate di cosa si tratta?
Si tratta di una preghiera il padre nostro in lingua aramaica .

Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Live live live e quando saremo pronti un nuovo album in studio.

Per ascoltare i Lostair entrate nella loro pagina o entrate nella nostra playlist Estremoego dedicata alla musica metal emergente.
Tag: musica metal, heavy metal, musica emergente, lostair
2020-05-24

Heavy Metal e Hard Rock, breve storia e rivalià

Quello di oggi è un articolo un po' delicato, perché parla di un genere musicale di non facile catalogazione, nello specifico oggi parleremo del Heavy Metal. Possiamo (restrittivamente) definirlo come un filone di musica nato da una costola dell’Hard Rock, anche se secondo me è più corretto definirlo come un genere musicale sviluppatosi parallelamente all'Hard Rock. Ho ragionato sul fatto che se fosse una sua diretta discendenza, dovremmo riscontrare una sorta di intervallo temporale separato tra i due generi, tuttavia esistono delle band Heavy Metal che sono nate negli stessi anni della nascita dell’Hard Rock. Vi faccio subito un esempio: l’Hard Rock sappiamo che è nato all'inizio degli anni 70, fine anni 60, quindi dal 68-69 a salire. Noi però abbiamo evidenza di band Heavy Metal, di indubbia caratura, come gli Accept, formati nel 1968 oppure i Judas Priest, che si sono formati nel 1969!
Voi direte, sì un po' come hanno fatto i Black Sabbath, che nel 68 si sono formati come band Hard Rock e poi si sono evoluti in tantissimi stili diversi, passando dal Doom, fino ad arrivare all’Heavy Metal (quando decisero di prendere come vocalist Ronnie James Dio). Questo è vero certo, è ovvio che i Judas Priest degli inizi non sono uguali a quelli di adesso, ma l'impronta Heavy era assolutamente quella, già dalla loro nascita. Pertanto, con le dovute cautele ed eccezioni possiamo far nascere l’Heavy Metal ufficiale verso la metà degli anni 70.
Qui abbiamo la nascita di band musicali che sono entrate totalmente nel mito. Vi parliamo innanzitutto della band Heavy Metal per antonomasia, ossia gli Iron Maiden, ma riscontriamo l’Heavy anche in certi pezzi dei Motorhead, sempre nello stesso periodo. Più avanti ovviamente si ha l'esplosione totale di questo genere, con gli anni 80 vediamo la nascita di decine di band, come ad esempio i Metallica, oppure gli Slayer, i Megadeth, i Pantera e la lista continua. Certamente qua va fatta una piccola precisazione: io mi rendo conto che raggruppare i Pantera e gli Slayer all'interno dell’Heavy Metal sia un po' restrittivo, ma dobbiamo anche fare riferimento al periodo storico in cui sono nate queste band. Il termine Heavy Metal probabilmente sta stretto a moltissime band attuali, ma negli anni 80 se non facevi Hard Rock ed eri più duro dell’Hard Rock, facevi assolutamente Heavy Metal.
L’evoluzione stilistica del Metal è immensa, potremmo scrivere per ore ed ancora non avere raggiunto un punto fermo. Possiamo però certamente dire che ogni band Metal è derivata dall’Heavy Metal, più o meno direttamente. Anche band che suonano generi pesantissimi, come il Death Metal od il Black Metal, sono nate da band, che sono derivate dal seme ancestrale dell’Heavy. I gruppi più moderni sono ovviamente il risultato dell’evoluzione da altri sottogeneri derivati, ma alcune band più stagionate, sono la diretta discendenza delle band Heavy Metal.
Possiamo considerare l’Heavy Metal come il tronco di un albero ed i generi derivati come i suoi rami, ogni branca è un sottogenere, ma se tagli il tronco morirà tutta la pianta.
Tag: heavy metal, hard rock, Judas Priest, Accept, Iron Maiden, rock duro
2022-05-19
Welcome to Rockville 2022
Orlando, US

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