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Artista: Big L Album: The Danger Zone


Anno: 2011
Tempo: 51:40

Recensione critica dell'album The Danger Zone di Big L


Il nome Big L è sinonimo di hip hop underground e di una delle voci più importanti del rap americano anni '90. L'artista, purtroppo prematuramente scomparso, ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica hip hop. In questo post, ci concentreremo sul suo album The Danger Zone, analizzandone le caratteristiche principali, le canzoni migliori e le eventuali critiche.
The Danger Zone, pubblicato nel 1993, è un album fondamentale per il panorama hip hop dell'epoca. L'artista si ispira a sonorità tipiche degli anni Golden Age e ne fa una lettura personale, attraverso una prosa incisiva e un flow veloce e preciso. La produzione è curata principalmente da Lord Finesse, il mentore di Big L, e si avvale di campionamenti soul e jazz che si sposano perfettamente con il linguaggio crudo e diretto dell'artista.
Uno dei brani più celebri dell'album è sicuramente Da Graveyard, in cui Big L racconta la sua vita nel ghetto con una rabbia che fa percepire la durezza della sua realtà. La traccia è stata prodotta da Risin' Sun, uno dei beatmaker meno noti dell'album ma decisamente in grado di supportare la voce di Big L con un beat oscuro e cadenzato. Anche Street Struck è un brano fondamentale, che racconta le difficoltà di crescere in un quartiere difficile senza finire in prigione o peggio ancora morti in strada.
L'unica vera pecca dell'album è forse la mancanza di varietà delle tematiche trattate, ma questo rende The Danger Zone un'opera coesa e coerente. Big L decide di concentrarsi sulla rappresentazione del contesto socio-culturale in cui viveva e lo fa con una sincerità disarmante. Non ci sono filtri o banalità, solo la realtà nuda e cruda del ghetto.
D'altra parte, The Danger Zone ci sorprende anche per alcuni momenti di sperimentazione, come Let 'Em Have It 'L, brano che vede la partecipazione di alcuni membri del D.I.T.C (Diggin' in the Crates Crew), tra cui il già citato Lord Finesse. Il beat risulta maggiormente leggero e si avvale di sample soul e funky, un tema molto amato anche dal pubblico più mainstream del rap.
In definitiva, The Danger Zone è un album che rappresenta perfettamente l'anima artistica di Big L. Un lavoro che, pur non essendo perfetto, ha saputo influenzare e ispirare moltissimi artisti successivi. In un'epoca in cui l'hip hop era ancora poco noto al grande pubblico, Big L è riuscito a trasmettere emozioni ed esperienze senza mai scendere a compromessi, senza mai smettere di scrivere testi che raccontano una realtà scomoda e difficile. The Danger Zone resta ancora oggi una delle opere più importanti della storia del rap statunitense e che merita di essere ascoltato.