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Artista: Mike Oldfield Album: Islands


Anno: 1987
Tempo: 0:0-1

Una critica dell'album Islands di Mike Oldfield


Quando parliamo di artisti musicali che hanno segnato la storia della musica, Mike Oldfield è un nome che deve essere menzionato. Conosciuto per il suoi lavori nel corso degli anni '70 e '80, l'artista britannico ha creato una vasta gamma di album ispirati alla musica progressiva / rock. In questo blog post, parleremo dell'album Islands pubblicato nel 1987 e daremo una breve descrizione dell'artista e del genere musicale. Daremo anche un'occhiata alle migliori canzoni dell'album e al contesto in cui è stato creato. Infine, daremo una critica all'album e all'artista.

Mike Oldfield è un artista poliedrico che ha lavorato con vari generi musicali, dal rock progressivo all'ambient e alla new age. La sua fama è legata principalmente al suo album Tubular Bells, che ha stabilito un nuovo standard nel mondo della musica progressiva. Oldfield ha continuato a produrre musica innovativa e interessante oltre le sue prime opere, e Islands è uno di quegli album che mostra la sua evoluzione stilistica.

Islands è stato pubblicato alla fine degli anni ottanta ed è stato prodotto interamente da Oldfield. È stato un album che ha visto l'artista sfidare sé stesso e il pubblico, scuotendosi di dosso parte della dipendenza dalle chitarre che lo ha seguito nei suoi lavori precedenti. Il risultato è un album che si concentra sulla sperimentazione, la miscelazione di stili e l'uso di strumentazioni inusuali.

Una delle migliori canzoni dell'album è The Wind Chimes, una canzone che incorpora un campionatore di campane eoliane. Questa canzone consente ad Oldfield di mostrare la sua abilità compositiva, offrendo una sequenza musicale sperimentale che si apre al lento crescendo delle armonie. Un'altra canzone che spicca è The Time Has Come, che presenta una combinazione di strumenti tradizionali e moderni, tra cui archi digitalizzati.

Tuttavia, ci sono alcune tracce sull'album che sembrano essere riempitivi, come Islands e Flying Start. Queste canzoni non esplorano veramente la visione di Oldfield, limitandosi a ripetere formule che non rappresentano il pieno potenziale dell'album. Inoltre, in alcune tracce dell'album, sembra che stia cercando di ripetere la magia di Tubular Bells, senza riuscirci pienamente.

In sintesi, Islands è un album interessante, soprattutto perché rappresenta l'evoluzione stilistica di Mike Oldfield. Le sperimentazioni musicali sono apprezzabili, e ci sono alcune tracce davvero fantastiche. Tuttavia, come in ogni lavoro artistico, ci sono anche alcune parti meno riuscite. Ciò che è certo è che se sei un amante della musica di genere progressivo e rock, questo album è sicuramente un lavoro da ascoltare e da apprezzare.